Senegal: gli ulema marocchini celebrano il Mawlid con le confraternite tidiane
I legami spirituali tra il Marocco e il Senegal si sono nuovamente manifestati in occasione del Mawlid Al-Nabawi. Gli ulema marocchini hanno partecipato, lunedì e martedì, alle grandi celebrazioni organizzate a Tivaouane e Kaolack, due luoghi di riferimento della tradizione tidiana in Senegal.
Conosciute localmente come Gamou, queste riunioni religiose hanno riunito importanti delegazioni senegalesi e straniere, oltre a migliaia di fedeli provenienti da diverse regioni del paese e dalla diaspora.
Una presenza marocchina nei grandi eventi del Gamou
Le cerimonie hanno riunito funzionari governativi senegalesi, rappresentanti del corpo diplomatico presente a Dakar, così come personalità religiose provenienti da diversi paesi.
La presenza di delegazioni marocchine si inserisce in una relazione antica tra i due paesi, particolarmente visibile nel campo religioso. Gli scambi tra eruditi e responsabili delle confraternite hanno, nel corso delle generazioni, contribuito a mantenere ponti spirituali tra le società marocchina e senegalese.
I rappresentanti marocchini hanno in particolare sottolineato l'importanza di questo patrimonio comune e il ruolo delle confraternite soufie nella storia delle relazioni tra i due popoli.
A Tivaouane, la Tijania al centro degli scambi
A Tivaouane, la delegazione marocchina era guidata da Mohamed Guennoun Al Hassani, presidente del Consiglio regionale degli ulema di Tangeri-Tétouan-Al Hoceima, alla presenza di funzionari dell'ambasciata marocchina a Dakar.
Nel suo intervento, ha sottolineato la dimensione spirituale del Mawlid e l'importanza della Tariqa Tijania nella trasmissione di una tradizione soufie sunnita che si basa in particolare sull'educazione spirituale, la purificazione dell'anima e l'attaccamento alla via profetica.
Questa dimensione religiosa costituisce uno dei principali punti di convergenza tra le tradizioni spirituali dei due paesi.
A Kaolack, la storia religiosa in primo piano
A Kaolack, Sidi Mohamed Mohieddine, presidente del Consiglio regionale degli ulema di Guelmim-Oued Noun, ha inquadrato le relazioni tra il Marocco e il continente africano in una prospettiva più ampia.
Secondo lui, i legami tra i due spazi non si limitano agli scambi economici, politici, sociali o alla vicinanza geografica. Si basano anche su un patrimonio religioso e culturale costruito nel corso di secoli.
Ha in particolare ricordato il ruolo svolto dalle confraternite soufie e dalle zaouïas nella circolazione delle conoscenze religiose e nel rafforzamento delle comunità.
Una diplomazia spirituale antica
Oltre alla celebrazione religiosa, la partecipazione marocchina al Gamou testimonia una dimensione particolare delle relazioni tra Marocco e Senegal: quella delle affinità spirituali.
La Tijania occupa un posto centrale in questa storia. Le sue reti religiose hanno favorito per generazioni gli scambi tra studiosi, discepoli e istituzioni dei due paesi.
La partecipazione degli ulema marocchini ai raduni di Tivaouane e Kaolack permette così di prolungare questi legami in un contesto contemporaneo, mettendo in evidenza un patrimonio religioso condiviso.
Questi appuntamenti del Mawlid costituiscono anche momenti privilegiati di incontro tra i responsabili religiosi dei due paesi, attorno a una tradizione spirituale che continua a svolgere un ruolo importante nelle relazioni maroco-senegalesi.
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