Fifa: la federazione italiana abbandona Gianni Infantino prima delle elezioni del 2027
Il fronte si frattura attorno a Gianni Infantino. A pochi mesi dalle elezioni per la presidenza della Fifa, previste per marzo 2027, la federazione italiana ha deciso di ritirare il suo sostegno al dirigente italo-svizzero. Una nuova defezione che rafforza la contestazione di cui è oggetto il presidente dell'organo mondiale.
L'Italia ritira ufficialmente il suo sostegno
La Federazione italiana di calcio (FIGC) ha annunciato mercoledì 26 agosto che non supporterà più la candidatura di Gianni Infantino per un nuovo mandato alla guida della Fifa.
Questa decisione rappresenta un importante rovescio simbolico per il presidente uscente, considerando il peso storico dell'Italia nel calcio europeo. Essa arriva anche dopo diverse prese di distanza da parte di altri attori del calcio mondiale.
Giovanni Malagò, a capo della federazione italiana, ha inoltre indicato che la sua organizzazione intende continuare il proprio lavoro in coordinamento con l'UEFA, confermando così un orientamento che avvicina ulteriormente la FIGC alla posizione difesa dalla confederazione europea.
Una contestazione che supera ormai l'Europa
La decisione italiana non è un caso isolato. Diverse federazioni nazionali, tra cui quelle di Svezia, Scozia e Nuova Zelanda, hanno già preso le distanze da Gianni Infantino.
Il movimento di contestazione supera anche le istanze federali. Gruppi di tifosi, ex giocatori e Sandor Csanyi, uno dei vicepresidenti del consiglio della Fifa, hanno anch'essi espresso la loro opposizione al dirigente.
Questa accumulazione di critiche indebolisce l'immagine di un presidente che fino ad ora aveva consolidato il suo potere all'interno dell'organizzazione internazionale.
Il progetto di apertura agli investitori al centro delle tensioni
Uno dei principali punti di tensione riguarda il progetto, infine abbandonato, volto a consentire una maggiore apertura della Fifa a investitori privati.
Questa iniziativa ha suscitato forti riserve tra diversi attori del calcio, preoccupati di vedere evolvere il funzionamento e la governance dell'organo mondiale.
La contestazione che ne deriva ha assunto una nuova dimensione all'inizio del mese di agosto. L'UEFA, la Concacaf e l'AFC avevano allora inviato una lettera comune alla "famiglia del calcio", esprimendo il loro disaccordo con alcune orientamenti di Gianni Infantino.
Un sostegno ancora solido su diversi continenti
Il presidente della Fifa conserva comunque importanti appoggi. La Confederazione africana di calcio (CAF) gli ha infatti rinnovato il sostegno all'unanimità.
Gianni Infantino può anche contare su una parte della Confederazione sudamericana di calcio (Conmebol), così come su diverse federazioni nazionali e personalità esterne al mondo federale. Tra queste figura il presidente americano Donald Trump.
Il rapporto di forza resta quindi lontano dall'essere definitivamente stabilito. I sostegni e le opposizioni si strutturano progressivamente in vista del voto di marzo 2027.
Una campagna che si preannuncia ad alta tensione
Il ritiro della FIGC avviene in un momento particolarmente delicato per Gianni Infantino. Ogni nuova defezione contribuisce a rendere più visibile la frattura che attraversa il calcio internazionale.
Per il presidente della Fifa, la sfida sarà ora quella di preservare la coalizione che gli rimane favorevole, cercando al contempo di riconquistare parte degli attori europei che contestano la sua governance.
A diversi mesi dal voto, la battaglia per la presidenza della Fifa è quindi già iniziata. E l'uscita dell'Italia dal campo di Infantino potrebbe accelerare la ricomposizione delle alleanze.
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