Nepal: oltre 90.000 persone colpite da una frana nell'Himalaya
La catastrofe che colpisce una parte dell'Himalaya sembra non essere ancora finita. Secondo la Croce Rossa, almeno 93.000 persone sono state direttamente colpite dalla frana e hanno ora bisogno di un aiuto umanitario urgente. Le autorità temono nuove inondazioni mentre le operazioni di soccorso rimangono difficili.
Una catastrofe che continua ad espandersi
Il bilancio umanitario della frana avvenuta nell'Himalaya sta assumendo una nuova dimensione. La Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa stima ora che circa 93.000 persone siano direttamente colpite e necessitino di assistenza.
La situazione rimane particolarmente preoccupante in diverse zone colpite da colate di fango e inondazioni. Le squadre umanitarie devono affrontare infrastrutture danneggiate e condizioni che complicano l'arrivo dei soccorsi.
Per le organizzazioni presenti sul posto, l'urgenza non si limita più alle conseguenze immediate della frana: il rischio di nuovi episodi di piena è ora parte delle principali minacce.
La rottura di un lago complica i soccorsi
Uno dei principali ostacoli incontrati dalle squadre umanitarie è legato alla formazione di un lago provocato dalla frana.
Quando questa riserva d'acqua è straripata e ha rotto le sue sponde, le conseguenze hanno disturbato le operazioni di soccorso. I camion che trasportavano materiale umanitario si sono trovati bloccati.
Questa situazione illustra la difficoltà di intervenire in una regione montuosa dove un movimento di terreno può rapidamente provocare una successione di fenomeni pericolosi: accumulo d'acqua, rottura di riserve, piene improvvise e nuove colate di fango.
Le autorità temono un nuovo episodio di piene
La Croce Rossa si mostra particolarmente vigile di fronte alla possibilità di un'inondazione secondaria.
David Fisher, responsabile della delegazione della Federazione Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa in Nepal, ha sottolineato l'importanza di questo rischio mentre le popolazioni rimangono vulnerabili.
Il responsabile dell'ONU incaricato della riduzione dei rischi di catastrofe, Kamal Kishore, ha anche avvertito che diversi pericoli potrebbero ancora succedersi.
La catastrofe non può quindi essere considerata conclusa. Gli effetti della prima frana potrebbero continuare a generare nuove situazioni di emergenza nelle prossime ore o nei prossimi giorni.
Infrastrutture sanitarie danneggiate
Il settore sanitario è anch'esso duramente colpito.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, sei strutture sanitarie hanno subito danni nella catastrofe. Otto professionisti della salute sono inoltre dispersi.
Questi danni complicano ulteriormente la risposta umanitaria mentre i bisogni medici possono rapidamente aumentare dopo inondazioni e frane.
La distruzione o il danneggiamento delle strutture mediche priva anche le popolazioni colpite di una parte delle loro capacità locali di assistenza.
I soccorsi di fronte a un terreno particolarmente difficile
Nelle regioni montuose del Nepal, le catastrofi naturali possono rapidamente isolare intere comunità.
Strade bloccate, corsi d'acqua trasformati in torrenti, frane e infrastrutture danneggiate rendono l'accesso alle zone colpite particolarmente complesso. Il blocco dei veicoli umanitari sottolinea le difficoltà logistiche affrontate dalle squadre.
La priorità consiste ora nel mantenere le vie di accesso alle popolazioni colpite, fornire cibo e beni essenziali e identificare le persone ancora disperse.
Una crisi umanitaria ancora in evoluzione
Con oltre 90.000 persone colpite, la catastrofe rappresenta già un'operazione umanitaria di grande portata. Ma l'incertezza rimane riguardo alla sua evoluzione.
Il rischio di nuove inondazioni potrebbe aggravare i danni e costringere i soccorsi ad adattare costantemente le loro operazioni.
In questo contesto, le organizzazioni umanitarie chiedono una vigilanza rafforzata. In Nepal, la frana non è più considerata solo un evento isolato: potrebbe innescare una serie di fenomeni a catena, prolungando la crisi e aumentando i bisogni delle popolazioni.
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