Thailandia: i turisti indesiderati ora nel mirino delle autorità
Molto apprezzata dai viaggiatori francesi, la Thailandia rafforza il suo dispositivo contro i comportamenti considerati problematici tra i visitatori stranieri. Espulsione, revoca del diritto di soggiorno e possibile divieto di ritorno: le autorità vogliono avere strumenti più rapidi per sanzionare i turisti che violano le regole del regno.
Bangkok vuole riprendere il controllo
La Thailandia intende ricordare che l'attrattività turistica non significa lasciar correre. Un nuovo quadro normativo, entrato in vigore il 28 agosto 2026, fornisce maggiori mezzi alle autorità per avviare procedure contro gli stranieri il cui comportamento è considerato incompatibile con l'ordine pubblico.
Il testo, pubblicato nella gazzetta ufficiale thailandese, amplia in particolare le possibilità di intervento del ministero dell'Interno. Sono in particolare mirati i comportamenti suscettibili di ledere l'ordine pubblico, le buone mores o il benessere della popolazione.
Una formulazione sufficientemente ampia da lasciare alle autorità un importante margine di apprezzamento a seconda delle situazioni.
Una politica di tolleranza zero
Il governo thailandese intende mirare prioritariamente ai visitatori che accumulano comportamenti problematici.
Gli stranieri coinvolti in disordini, che minacciano i residenti o violano la legislazione possono ora essere soggetti a diverse misure, che vanno dalla revoca del diritto di soggiorno all'espulsione.
In alcune situazioni, le autorità possono anche emettere un divieto di ritorno sul territorio thailandese.
Il ministero del Turismo ha annunciato un approccio presentato come una politica di "tolleranza zero", con una coordinazione rafforzata tra la polizia turistica e i servizi dell'immigrazione.
I francesi restano soggetti alle regole abituali per i soggiorni turistici
Questo inasprimento non significa tuttavia che i viaggiatori francesi debbano aspettarsi una modifica generale delle condizioni di accesso al paese.
Per i turisti che rispettano le leggi thailandesi, la maggior parte del regime di ingresso rimane invariata. I cittadini francesi beneficiano ancora di un soggiorno turistico fino a 60 giorni senza visto, a condizione di rispettare le condizioni di ingresso applicabili.
Il nuovo dispositivo mira quindi principalmente al comportamento dei visitatori una volta presenti nel paese, e non a una restrizione generale nei confronti dei turisti francesi.
Rispetto delle leggi e delle usanze locali
Il messaggio indirizzato dalle autorità è tuttavia chiaro: lo status di turista non esonera dal rispetto della legislazione thailandese.
Le autorità desiderano inoltre agire contro le attitudini considerate irrispettose nei confronti della popolazione e della cultura locali. Questa dimensione è particolarmente importante in un paese che accoglie ogni anno milioni di visitatori e cerca di preservare la propria immagine di meta turistica.
Per i viaggiatori, la regola rimane quindi semplice: le violazioni della legge, i disturbi dell'ordine pubblico e i comportamenti suscettibili di provocare incidenti possono ora comportare conseguenze più rapide e severe.
Una misura che interviene in un contesto turistico favorevole
L'inasprimento interviene mentre la Thailandia mantiene una forte popolarità tra i viaggiatori francesi.
Bangkok figura infatti tra le destinazioni a lungo raggio più ricercate nel 2026. Il governo deve quindi trovare un equilibrio tra la preservazione dell'attrattività turistica del regno e la volontà di controllare meglio i comportamenti dei visitatori stranieri.
L'obiettivo dichiarato non è quello di chiudere ulteriormente il paese ai turisti, ma di far comprendere che l'accoglienza dei visitatori è accompagnata da regole precise.
Per i francesi che stanno preparando un soggiorno, il messaggio è quindi meno quello di un cambiamento radicale delle formalità che di un rafforzamento della vigilanza delle autorità sul posto.
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