Crisi a Sebta: la Spagna accelera i rimpatri verso il Marocco
Dopo l’arrivo massiccio di migranti a Sebta nei giorni del 30 e 31 luglio, le autorità spagnole stanno intensificando le operazioni destinate a ridurre la pressione sull’enclave. Più di 5.300 persone sono già tornate in Marocco, mentre diverse centinaia di migranti sono state trasferite dalle strade a strutture di accoglienza. Nonostante queste misure, la situazione rimane tesa con circa 13.000 persone ancora presenti sul posto.
Più di 5.300 rimpatri verso il Marocco
La crisi migratoria scatenata dall’arrivo massiccio di migranti a Sebta alla fine di luglio continua a mobilitare le autorità spagnole. Secondo il ministro spagnolo della Politica territoriale, Ángel Víctor Torres, più di 5.300 persone sono già state rimpatriate verso il Marocco negli ultimi giorni.
Una parte dei migranti coinvolti aveva avviato procedure per richiedere protezione internazionale in Spagna. Una centinaio di loro ha infine rinunciato alla propria richiesta di asilo, secondo i dati comunicati da Madrid.
Per le autorità spagnole, l’obiettivo è ora quello di ridurre rapidamente la pressione esercitata sulle infrastrutture e sullo spazio pubblico dell’enclave.
Quasi 900 persone messe in sicurezza
Un dispositivo d’emergenza è stato attivato anche domenica mattina per prendersi carico delle persone che dormivano per strada a Sebta.
In totale, 864 migranti sono stati trasferiti in un centro di accoglienza temporaneo chiuso. Questa operazione mira a migliorare le condizioni di accoglienza facilitando al contempo l’organizzazione delle procedure amministrative.
Il governo spagnolo intende così accelerare il trattamento delle situazioni individuali e distinguere le persone che possono beneficiare di protezione internazionale da quelle che potrebbero essere oggetto di rimpatrio.
Procedure regolate dalla legislazione spagnola
Madrid sottolinea tuttavia la necessità di procedere a un’identificazione preliminare prima di qualsiasi rimpatrio verso il paese d’origine. Le operazioni non possono quindi essere condotte indipendentemente dalle procedure amministrative e dal quadro giuridico spagnolo.
La concentrazione dei migranti in strutture dedicate deve consentire alle autorità di organizzare meglio queste procedure e accelerare, quando le condizioni legali sono soddisfatte, i processi di rimpatrio.
Questa organizzazione risponde anche a un’urgenza logistica, poiché le capacità di accoglienza di Sebta sono fortemente sollecitate dalle arrivi di fine luglio.
Circa 13.000 migranti ancora presenti
Nonostante i rimpatri già effettuati e le operazioni di messa in sicurezza, la situazione rimane particolarmente tesa nell’enclave.
Secondo i dati del governo locale di Sebta, circa 13.000 persone, adulti e minori compresi, si trovano ancora sul posto.
Questa presenza massiccia continua a pesare sulle capacità di accoglienza e accompagnamento disponibili. Madrid afferma di voler raggiungere un ritorno alla normalità nel più breve tempo possibile, continuando nel contempo le procedure per determinare la situazione di ogni migrante.
La crisi di Sebta rimane così strettamente legata alla capacità delle autorità spagnole e marocchine di gestire i rimpatri, l’accoglienza temporanea e le procedure di protezione in un contesto migratorio eccezionale.
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