Esperti ONU avvertono dei rischi sistemici posti dall'inquinamento persistente da PFAS
Gli esperti delle Nazioni Unite hanno avvertito della crescente minaccia globale rappresentata dalle sostanze per- e polifluoroalchiliche, comunemente note come PFAS o "sostanze chimiche per sempre", chiedendo un'azione internazionale urgente per limitare il loro uso quando non è essenziale.
L'avvertimento è stato emesso durante la 63ª sessione del Consiglio dei diritti umani dell'ONU a Ginevra, dove esperti indipendenti hanno esaminato le conseguenze ambientali e sui diritti umani dell'esposizione diffusa a sostanze chimiche sintetiche altamente persistenti. I PFAS sono utilizzati in una vasta gamma di applicazioni industriali e di consumo a causa della loro resistenza al calore, all'acqua, all'olio e alla degradazione chimica.
Le sostanze sono diventate una grande preoccupazione ambientale perché molti PFAS possono rimanere nell'ambiente per periodi estremamente lunghi. Una volta rilasciati, possono viaggiare attraverso l'aria e l'acqua, diffondendosi ben oltre i luoghi in cui sono stati originariamente prodotti o utilizzati. La loro persistenza rende difficile invertire la contaminazione e solleva preoccupazioni per l'esposizione a lungo termine.
Bethanie Carney Almroth, la nuova Relatrice speciale dell'ONU sui tossici e i diritti umani, ha presentato i risultati di un rapporto preparato dal suo predecessore, Marcos Orellana. Il rapporto evidenzia la difficoltà di rimuovere i PFAS dagli ambienti contaminati una volta che sono diventati ampiamente dispersi.
La contaminazione da PFAS non è limitata alle aree industriali. Le sostanze chimiche sono state rilevate nell'acqua potabile, negli alimenti, nei prodotti domestici e nelle popolazioni umane in diverse parti del mondo. Il loro uso diffuso e la loro persistenza significano che l'esposizione può avvenire attraverso diversi percorsi, creando sfide per i regolatori e le autorità sanitarie pubbliche.
La ricerca scientifica ha associato l'esposizione a determinati PFAS a una serie di effetti sulla salute. Gli studi hanno esaminato i legami con la disfunzione del sistema immunitario, i cambiamenti nella funzione epatica, gli effetti ormonali e i problemi di sviluppo. Alcuni PFAS sono stati anche classificati da organismi scientifici e regolatori come sostanze di significativa preoccupazione per la salute, sebbene i rischi varino notevolmente tra i singoli composti.
La preoccupazione è particolarmente alta per l'esposizione durante la gravidanza e l'infanzia. La ricerca ha rilevato alcuni PFAS nel sangue del cordone ombelicale e nel latte materno, dimostrando che alcuni composti possono attraversare le barriere biologiche e raggiungere i bambini in via di sviluppo. Gli scienziati continuano a indagare le potenziali conseguenze dell'esposizione a lungo termine durante le fasi critiche dello sviluppo.
Gli esperti dell'ONU hanno anche richiamato l'attenzione sulla natura cumulativa dell'inquinamento chimico. Le persone possono essere esposte a miscele di PFAS e altri contaminanti, tra cui pesticidi e metalli pesanti, attraverso acqua e cibo. Valutare gli effetti combinati di più sostanze chimiche rimane una complessa sfida scientifica e normativa.
La contaminazione dell'acqua è stata una preoccupazione centrale sollevata durante le discussioni. Poiché i PFAS possono muoversi attraverso le acque sotterranee e superficiali, i siti inquinati possono influenzare comunità lontane dalle strutture industriali. Pedro Arrojo-Agudo, il Relatore speciale dell'ONU sui diritti umani all'acqua potabile sicura e ai servizi igienici, ha chiesto un monitoraggio e una mappatura internazionale più rigorosi delle risorse idriche contaminate.
La questione è diventata sempre più legata alla giustizia ambientale. La produzione e l'uso dei PFAS sono storicamente stati concentrati nelle economie industrializzate, mentre le sostanze chimiche possono diffondersi a livello globale attraverso il commercio internazionale, i movimenti di rifiuti e il trasporto ambientale. Questo può creare rischi per le comunità con risorse limitate per monitorare o bonificare la contaminazione.
Gli esperti dell'ONU hanno quindi esortato i governi ad adottare un approccio preventivo piuttosto che aspettare che la contaminazione diventi diffusa prima di agire. Una delle raccomandazioni centrali è di limitare o vietare le applicazioni di PFAS che non sono considerate essenziali per la società, mantenendo nel contempo usi giustificati con attenzione dove le alternative non sono ancora disponibili.
Gli esperti hanno anche evidenziato l'importanza di applicare il principio chi inquina paga. Secondo questo approccio, le aziende e le industrie responsabili di significativi inquinamenti dovrebbero sostenere una maggiore parte dei costi associati al monitoraggio, alla bonifica e alla protezione ambientale. La produzione chimica, l'estrazione mineraria e le attività agricole intensive sono stati tra i settori discussi in relazione ai rischi di inquinamento più ampi.
Il dibattito riflette uno sforzo internazionale crescente per affrontare sostanze chimiche che sono difficili da contenere una volta rilasciate. I governi e i regolatori affrontano la sfida di bilanciare le proprietà utili dei PFAS in alcune applicazioni con la persistenza ambientale e i potenziali rischi per la salute associati ad alcuni membri di questa ampia famiglia di sostanze chimiche.
Per gli esperti dell'ONU, la questione va oltre la protezione ambientale ed è strettamente collegata ai diritti fondamentali, in particolare ai diritti alla salute, all'acqua sicura e a un ambiente pulito. Sostengono che prevenire l'esposizione non necessaria è più efficace che fare affidamento esclusivamente su tecnologie progettate per ripulire la contaminazione dopo che si è già verificata.
Poiché i governi considerano regole più severe sui PFAS, la discussione internazionale si concentra sempre più sull'identificazione degli usi essenziali, sullo sviluppo di alternative più sicure e sul miglioramento del monitoraggio delle aree contaminate. La scala e la persistenza delle sostanze chimiche significano che le decisioni prese oggi potrebbero avere conseguenze per gli ecosistemi e le comunità per decenni a venire.
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