Gli Stati Uniti annunciano nuove restrizioni sui visti per funzionari sudafricani
Gli Stati Uniti hanno introdotto una nuova politica di restrizione dei visti mirata a determinati cittadini sudafricani accusati da Washington di essere coinvolti in discriminazione razziale, politiche che consentono l'espropriazione di terreni senza indennizzo, o istigazione alla violenza contro minoranze razziali ed etniche.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha annunciato la misura mentre i rapporti tra Washington e Pretoria rimangono tesi. La politica è diretta a individui che gli Stati Uniti dicono siano responsabili o complici nell'adozione o nell'attuazione di politiche che rientrano in queste categorie. Le autorità statunitensi non hanno indicato che la misura costituisca un divieto generale di visto per i cittadini sudafricani.
Rubio ha affermato che Washington rimane preoccupata per quella che descrive come legislazione e politiche discriminatorie che colpiscono gli Afrikaner, sudafricani di origine prevalentemente olandese e di altre origini europee, così come altre comunità minoritarie. Il Segretario di Stato americano ha anche fatto riferimento a preoccupazioni riguardo alla retorica che Washington afferma potrebbe contribuire alla violenza razziale.
L'annuncio arriva sullo sfondo di una controversia più ampia tra gli Stati Uniti e il Sudafrica riguardo alla riforma fondiaria e al trattamento delle minoranze. L'amministrazione Trump aveva precedentemente sollevato preoccupazioni riguardo all'approccio del Sudafrica alla proprietà terriera e alla riparazione razziale, mentre Pretoria ha respinto le accuse secondo cui le sue politiche equivalgono a persecuzione razziale o confisca sistematica di proprietà.
Al centro del disaccordo c'è la Legge sull'Esproprio del Sudafrica del 2024, firmata in legge dal Presidente Cyril Ramaphosa nel gennaio 2025. La legislazione stabilisce un quadro giuridico per l'espropriazione di proprietà per scopi pubblici o nell'interesse pubblico e include circostanze in cui l'indennizzo potrebbe essere fissato a zero.
Tuttavia, il governo sudafricano sostiene che la legge non prevede la confisca arbitraria di terreni. La legislazione richiede che l'espropriazione avvenga all'interno di un quadro giuridico e stabilisce che l'indennizzo dovrebbe generalmente essere determinato secondo un equilibrio tra l'interesse pubblico e gli interessi dei proprietari di beni colpiti. In alcuni casi, la legge consente un indennizzo nullo quando vengono soddisfatte specifiche condizioni.
Pretoria ha contestato con forza l'interpretazione di Washington della legislazione. In una dichiarazione del gabinetto di febbraio 2025, il governo sudafricano ha affermato che la Legge sull'Esproprio era progettata per affrontare l'accesso diseguale alla terra e rimane soggetta a garanzie costituzionali. Ha inoltre respinto le affermazioni secondo cui il governo fosse impegnato in una politica di targeting di particolari gruppi razziali.
La recente misura sui visti aggiunge quindi un ulteriore livello a una relazione bilaterale già complicata. I due paesi hanno storicamente mantenuto ampi legami economici e diplomatici, ma i disaccordi sulla riforma fondiaria, sulla politica razziale e sul trattamento degli Afrikaner sono diventati sempre più fonti di tensione.
Washington ha anche preso provvedimenti per facilitare l'ammissione di alcuni bianchi sudafricani come rifugiati, in particolare gli Afrikaner, dopo le affermazioni dell'amministrazione Trump secondo cui affrontano discriminazione e insicurezza. I funzionari sudafricani hanno respinto la caratterizzazione del paese come soggetto a una campagna di persecuzione razziale e hanno sottolineato che i problemi sociali ed economici colpiscono i cittadini di tutti i gruppi razziali.
Le nuove restrizioni sono attese con grande attenzione poiché potrebbero colpire funzionari sudafricani senza limitare direttamente i viaggi della popolazione più ampia. Esse sottolineano anche come i disaccordi sulle politiche interne possano spillare sempre più in misure di immigrazione e diplomatiche tra i governi.
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