Il G7 chiede la riapertura dello Stretto di Hormuz
I ministri delle finanze dei Paesi del G7 hanno rinnovato il loro appello per la riapertura dello Stretto di Hormuz alla navigazione internazionale, sottolineando al contempo la necessità di affrontare seriamente gli attuali squilibri economici che minacciano la stabilità globale.
In una dichiarazione congiunta, i ministri delle finanze di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti hanno ribadito il loro impegno a favore del multilateralismo per affrontare i rischi che incombono sull'economia globale.
I ministri hanno sottolineato l'importanza di una maggiore cooperazione internazionale per garantire la continuità delle catene di approvvigionamento e degli scambi commerciali globali, in un contesto caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche e interruzioni delle rotte marittime strategiche.
La dichiarazione ha inoltre ribadito l'impegno dei membri del G7 a sostenere la stabilità dei mercati energetici globali. I funzionari hanno avvertito che qualsiasi interruzione prolungata dei flussi energetici potrebbe avere conseguenze significative per la crescita economica globale.
I Paesi del G7 hanno inoltre esortato gli Stati a evitare di imporre restrizioni arbitrarie alle esportazioni, sostenendo che tali misure rischiano di esacerbare le tensioni commerciali e di compromettere ulteriormente la sicurezza degli approvvigionamenti globali, in particolare nei settori energetico e alimentare.
Lo Stretto di Hormuz rimane uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo, poiché circa un quinto delle esportazioni globali di petrolio lo attraversa quotidianamente, rendendo questa via d'acqua una questione chiave per la sicurezza energetica internazionale.
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