Grano: il riscaldamento climatico potrebbe far esplodere i prezzi mondiali

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Grano: il riscaldamento climatico potrebbe far esplodere i prezzi mondiali

Il cambiamento climatico non minaccia più solo i rendimenti agricoli: potrebbe anche influenzare direttamente il prezzo del grano, uno dei cereali più consumati al mondo. Un nuovo studio internazionale pubblicato il 21 agosto 2026 nella rivista scientifica Earth's Future stabilisce un legame particolarmente significativo tra episodi di siccità generalizzata e fluttuazioni del mercato mondiale del grano.

La siccità, un fattore principale delle variazioni di prezzo

Per misurare l'effetto delle carenze d'acqua sui mercati, i ricercatori hanno sviluppato un indicatore destinato a valutare la parte delle superfici mondiali dedicate al grano soggette a stress idrico severo durante i periodi più sensibili del ciclo agricolo.

Secondo i loro risultati, l'ampiezza delle carenze d'acqua severe spiegherebbe circa il 74% delle variazioni annuali dei prezzi mondiali del grano osservate tra il 2000 e il 2021. Gli autori sottolineano tuttavia che questa cifra misura la capacità del loro indicatore di rendere conto delle fluttuazioni storiche e non significa che la siccità sia l'unica causa dei movimenti di prezzo. I costi dell'energia e dei fertilizzanti, le scorte, le politiche commerciali e le tensioni geopolitiche giocano anch'essi un ruolo.

In media, circa il 5% delle superfici mondiali di grano sarebbe colpito da una carenza d'acqua severa in un dato anno. Questa proporzione può tuttavia superare il 15% durante gli anni particolarmente secchi, in particolare nel 2000, 2010, 2012 e 2020.

Un rischio che si amplifica con il riscaldamento

Lo studio non si limita ad analizzare i dati passati. I ricercatori hanno anche utilizzato modelli climatici per stimare l'evoluzione del prezzo medio del grano in diversi scenari di riscaldamento.

A circa 2 °C di riscaldamento planetario, il modello stima un prezzo medio di circa 273 dollari per tonnellata. Con un riscaldamento di 3 °C, questo valore raggiungerebbe quasi 364 dollari per tonnellata. Questo ultimo livello corrisponderebbe a circa tre volte il prezzo mondiale del grano registrato nel 2010, dopo correzione per l'inflazione.

Non si tratta di una previsione precisa del prezzo del grano a una data specifica, ma di una proiezione destinata a misurare l'effetto potenziale dell'aggravamento dello stress idrico sui mercati. I prezzi reali dipenderanno anche da numerosi parametri economici, agricoli e geopolitici.

Il grano particolarmente esposto

Uno degli insegnamenti importanti dello studio riguarda la differenza tra i principali cereali. La relazione tra la carenza d'acqua e i prezzi appare nettamente più forte per il grano che per il mais. I ricercatori non hanno identificato una relazione comparabile per il riso nella loro analisi.

Questa vulnerabilità è dovuta in particolare alla concentrazione geografica della produzione e alla possibilità che diverse grandi regioni produttrici subiscano simultaneamente condizioni sfavorevoli. Quando importanti raccolti vengono colpiti contemporaneamente, i mercati hanno meno possibilità di compensare le perdite di una regione con una produzione più elevata altrove.

Studi precedenti avevano già allertato su questo rischio. Uno studio pubblicato nel 2019 stimava che, senza una riduzione significativa del riscaldamento, fino al 60% delle superfici mondiali attualmente dedicate al grano potrebbero essere esposte simultaneamente a episodi severi di carenza d'acqua entro la fine del secolo.

Precedenti mostrano già l'effetto della siccità

L'impatto di una siccità sui mercati non è solo teorico. Nel 2010, una siccità particolarmente severa accompagnata da un'ondata di calore ha colpito fortemente le regioni cerealicole dell'ovest della Russia. In alcune zone produttrici, i rendimenti di grano sono diminuiti di oltre il 70%, mentre la produzione nazionale era diminuita di circa 20 milioni di tonnellate rispetto alle stagioni precedenti.

Mosca aveva allora sospeso le esportazioni di grano per preservare l'approvvigionamento interno. La diminuzione della produzione russa, combinata con difficoltà in altre regioni produttrici, aveva contribuito a ridurre le scorte mondiali e a far aumentare fortemente i prezzi internazionali.

Questo episodio illustra il meccanismo evidenziato dai recenti lavori: quando diverse zone agricole strategiche vengono colpite da condizioni meteorologiche sfavorevoli, le conseguenze possono rapidamente oltrepassare i confini dei paesi interessati.

Una questione per la sicurezza alimentare mondiale

Il grano entra nella composizione di molti prodotti di consumo quotidiano, tra cui pane, pasta e diverse preparazioni cerealicole. Un aumento duraturo del suo prezzo può quindi trasmettersi progressivamente all'intera catena alimentare.

Per i paesi fortemente dipendenti dalle importazioni, una moltiplicazione degli episodi di siccità potrebbe anche accentuare la pressione sui bilanci alimentari e complicare la gestione delle forniture. Le tensioni sui mercati cerealicoli possono inoltre essere amplificate da restrizioni all'esportazione, conflitti, perturbazioni logistiche o dall'evoluzione dei costi di produzione.

La questione supera così la sola questione agricola. Per i ricercatori, la moltiplicazione di siccità simultanee deve essere considerata come un rischio internazionale capace di influenzare sia i produttori, i mercati che i consumatori.

Adattare le colture per limitare i rischi

Di fronte a questa evoluzione, la riduzione delle emissioni di gas serra rimane un leva essenziale per limitare l'intensificazione futura dello stress idrico. Ma l'adattamento dei sistemi agricoli sarà anch'esso determinante.

Il miglioramento della gestione dell'acqua, la selezione di varietà più resistenti alla siccità, l'evoluzione delle pratiche agricole e una migliore anticipazione dei rischi climatici potrebbero contribuire a ridurre la vulnerabilità delle raccolte.

Lo studio pubblicato in Earth's Future offre soprattutto una nuova luce sulla trasmissione del rischio climatico verso i mercati. Mostra che la siccità non rappresenta solo una minaccia per i campi: quando colpisce simultaneamente diversi grandi bacini cerealicoli, può diventare un fattore di destabilizzazione dei prezzi su scala mondiale.


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