Due cittadini russi condannati in Angola per spionaggio e terrorismo
Un tribunale angolano ha condannato due cittadini russi a lunghe pene detentive dopo averli dichiarati colpevoli di spionaggio, terrorismo e attività considerate una minaccia per la sicurezza nazionale del paese, concludendo un caso di alto profilo radicato nei violenti disordini che hanno colpito l'Angola nel 2025.
La sentenza, emessa martedì sera, ha inflitto pene detentive di 11 anni e otto anni a Igor Ratchin e Lev Lakshtanov, rispettivamente. Entrambi gli uomini hanno negato le accuse durante tutto il procedimento, sostenendo che il loro lavoro in Angola fosse legato a iniziative culturali e commerciali piuttosto che a qualsiasi tentativo di minare lo stato.
Processo legato ai disordini del 2025
Il caso deriva dalle ampie proteste e dai disordini che sono scoppiati tra il 28 e il 30 luglio 2025, dopo che gli operatori dei taxi hanno avviato uno sciopero contro l'aumento dei prezzi dei carburanti. Ciò che era iniziato come una protesta sociale è rapidamente degenerato in giorni di violenza, saccheggi e disordini in diverse parti del paese.
Secondo il Ministero dell'Interno angolano, i disordini hanno causato 22 morti. Le cifre della polizia rilasciate all'epoca riportavano 30 vittime, tra cui un agente di polizia, circa 200 feriti e circa 1.200 arresti, evidenziando la portata della crisi.
I pubblici ministeri hanno accusato un complotto per destabilizzare il paese
Durante il processo, i pubblici ministeri hanno sostenuto che i due cittadini russi fossero coinvolti in un piano più ampio progettato per indebolire le istituzioni angolane. L'accusa ha affermato che cercavano di organizzare attività volte a destabilizzare il governo, comprese le preparazioni per un tentativo di colpo di stato e sforzi per sequestrare beni economici nazionali strategici.
Gli imputati hanno respinto quelle accuse, insistendo di non avere alcun legame con organizzazioni terroristiche o movimenti politici violenti. Le testimonianze presentate durante il procedimento hanno indicato che entrambi gli uomini avevano tenuto incontri con figure politiche del partito di governo angolano e membri dell'opposizione, un punto citato dai pubblici ministeri mentre costruivano il loro caso.
Altri imputati ricevono esiti misti
L'indagine ha coinvolto anche diversi cittadini angolani. Carlos Tomé, un giornalista sportivo impiegato dalla rete statale TPA, ha ricevuto una pena detentiva sospesa di due anni. Nel frattempo, Francisco de Oliveira, segretario generale della gioventù del principale partito di opposizione UNITA, è stato assolto.
Le condanne arrivano mentre le autorità angolane continuano a sottolineare la sicurezza nazionale dopo il peggior episodio di disordini civili nel paese negli ultimi anni. Il caso ha attirato anche l'attenzione internazionale a causa delle affermazioni riguardanti presunti interventi russi, sebbene gli uomini condannati abbiano costantemente negato di aver partecipato a qualsiasi campagna intesa a interferire negli affari politici angolani.
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