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Respinta la mozione di sfiducia al ministro Santanché
L’opposizione chiama e la maggioranza risponde. Dopo aver respinto la mozione di sfiducia presentata nei confronti del vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini, ieri anche il ministro del Turismo Daniela Santanché è uscita indenne dal voto di Montecitorio. L’indagine della magistratura su Visibilia procederà dunque nelle sedi giudiziarie, come il ministro proseguirà con il proprio lavoro al governo, con buona pace di quanti continuano a pretendere di utilizzare le aule parlamentari come una succursale dei tribunali. Circostanza che ha ben ribadito mercoledì il sottosegretario ai rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano, replicando, a nome del governo, nel corso della discussione sulla mozione di sfiducia. “Alcune questioni poste e alcuni temi non fanno onore al Parlamento”, ha dichiarato in Aula alla Camera, ricordando come “la tanto invocata separazione dei poteri non può essere usata a intermittenza”, perché “questa tipologia di dibattito può costituire un pericoloso precedente, rischia di attribuire alla magistratura una funzione di comporre e scomporre il governo. Funzione che non è sua e che non credo la magistratura vuole le sia attribuita”. I medesimi principi garantisti hanno orientato anche il voto contrario alla sfiducia di una forza d’opposizione come Italia Viva, con Matteo Renzi che ha definito alcune prassi come una “sciagura degli ultimi 30 anni di questo Paese, cioè un avviso di garanzia per far dimettere un politico”. Citando Giovanni Falcone, il capogruppo di Fratelli d’Italia Tommaso Foti ha invitato a “stare attenti a non confondere la politica con la giustizia penale. In questo modo l’Italia, pretesa culla del diritto, rischia di diventarne la tomba”.
Di diverso avviso le opposizioni, a partire dal Movimento 5 Stelle secondo cui per sfiduciare la Santanché sarebbero sufficienti le accuse che gravano sul ministro per la presunta “truffa sui fondi Covid che abbiamo stanziato per aiutare imprese e lavoratori in pandemia”. Parole dello stesso Giuseppe Conte che pure si è opposto in tutti i modi a una commissione parlamentare di inchiesta sull’emergenza Covid.
Il dato politico è che, se si pensava di indebolire il governo, il test ha avuto un esito assolutamente opposto, con il ministro Santanché che ha rintuzzato le accuse per non essere presente alla discussione sulla mozione di sfiducia con un secco “ho da fare. Per il turismo c’è molto da fare in Italia “, rivendicando in tal modo la sua permanenza nella compagine di governo.
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