Prezzi alimentari globali in calo a dicembre dopo un anno di aumento
Secondo gli ultimi dati pubblicati dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), i prezzi alimentari globali hanno continuato a scendere a dicembre 2025 per il quarto mese consecutivo, nonostante un aumento registrato nel corso dell'ultimo anno.
L'Indice dei prezzi alimentari della FAO, che misura le variazioni dei prezzi di un paniere di prodotti alimentari scambiati sui mercati internazionali, si è attestato a 124,3 punti a dicembre, rispetto ai 125,1 punti di novembre. Su base annua, l'indicatore mostra un calo del 2,3%, riflettendo un graduale rallentamento dopo le tensioni osservate all'inizio dell'anno.
Tuttavia, la tendenza annuale rimane al rialzo. In media, l'indice dei prezzi alimentari ha raggiunto i 127,2 punti nel 2025, con un aumento del 4,3% rispetto al 2024. Questo aumento è stato trainato principalmente dall'impennata dei prezzi degli oli vegetali e dei prodotti lattiero-caseari, mentre cereali e zucchero hanno contribuito a contenere l'aumento complessivo.
A dicembre, tuttavia, l'indice dei prezzi dei cereali è aumentato dell'1,7% su base mensile, trainato dalle rinnovate preoccupazioni per le esportazioni di grano, dalla domanda sostenuta di mais e dall'aumento dei prezzi del riso. Nonostante questo aumento una tantum, il prezzo medio annuo dei cereali nel 2025 è diminuito del 35,2% rispetto all'anno precedente, riflettendo l'abbondante offerta esportabile, la crescente concorrenza tra i paesi esportatori e la riduzione degli acquisti da parte di alcuni importanti importatori asiatici.
Il rapporto della FAO evidenzia il ruolo cruciale degli oli vegetali e dei prodotti lattiero-caseari nell'aumento annuale dell'indice, mentre i prezzi più bassi dei cereali e dello zucchero hanno esercitato una pressione al ribasso sul mercato complessivo.
In questo contesto, gli analisti del mercato agricolo rimangono cauti sulle prospettive a breve termine, citando i rischi legati a potenziali restrizioni alle esportazioni o eventi meteorologici avversi che potrebbero innescare ulteriori fluttuazioni dei prezzi delle materie prime nei prossimi mesi.
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