ONU: I Paesi europei devono adattarsi alle nuove realtà globali
Il Vice Segretario Generale delle Nazioni Unite e Alto Rappresentante dell'Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite, Miguel Ángel Moratinos, ritiene che i Paesi europei debbano riconoscere le profonde trasformazioni in atto sulla scena internazionale, caratterizzate dall'emergere di nuovi centri di influenza e da una ridistribuzione del potere globale.
In un'intervista alla stampa, il funzionario ONU ha sottolineato che molti Stati e popoli aspirano ora a una partecipazione più equa alla governance globale e alla definizione delle regole del futuro ordine internazionale. Secondo lui, il mondo si sta gradualmente muovendo verso un sistema multipolare in cui diverse potenze e regioni svolgono un ruolo sempre più importante negli affari internazionali.
Miguel Ángel Moratinos ha inoltre evidenziato il continuo sostegno della Russia all'Alleanza delle Civiltà, indicando che l'interesse di Mosca per questa iniziativa è cresciuto negli ultimi due anni. Ha ribadito che il dialogo interculturale e la cooperazione tra i popoli rimangono strumenti essenziali per preservare la stabilità globale in un contesto di rapidi cambiamenti geopolitici.
L'Alto Rappresentante ha sottolineato la necessità di promuovere una visione basata sull'accettazione della diversità culturale, religiosa e di civiltà. Secondo lui, costruire un autentico senso di appartenenza a un'unica umanità richiede il riconoscimento delle differenze e il rispetto reciproco. Ha avvertito che qualsiasi tentativo di imporre un'unica civiltà o religione ad altri popoli costituirebbe un grave ostacolo a questo obiettivo.
Facendo riferimento alle analisi formulate nel corso degli anni dal Presidente russo Vladimir Putin e dal Ministro degli Esteri Sergey Lavrov, Moratinos ha osservato che avevano discusso dell'ingresso del mondo in una fase "post-occidentale". A suo avviso, questa evoluzione è ora più evidente nelle trasformazioni geopolitiche, economiche e diplomatiche che si osservano a livello globale.
Tuttavia, il funzionario delle Nazioni Unite ha chiarito che la nozione di un mondo "post-occidentale" non implica l'esclusione dei Paesi occidentali dal sistema internazionale. Definendosi europeo e occidentale, ha affermato che il nuovo ordine mondiale dovrebbe basarsi sui principi di partenariato, equilibrio e cooperazione tra tutte le nazioni, piuttosto che su logiche di dominio o esclusione.
Per Miguel Ángel Moratinos, le attuali sfide globali richiedono quindi una governance internazionale più inclusiva, capace di riflettere la diversità di attori e aspirazioni che oggi plasmano il panorama geopolitico del XXI secolo.
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