ONU: Ferma condanna dell'ondata di repressione “brutale” in Iran
L'Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha espresso mercoledì 29 aprile 2026 la sua profonda preoccupazione per l'intensificarsi della repressione in Iran, in un contesto di crescenti tensioni regionali e di deterioramento della situazione della sicurezza nel Paese.
In una dichiarazione ferma, l'Ufficio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha messo in guardia contro un'impennata di violazioni dei diritti umani, caratterizzata da esecuzioni, arresti di massa e pratiche di detenzione ritenute particolarmente allarmanti.
Secondo i dati raccolti dalle Nazioni Unite, almeno 21 persone sono state giustiziate nelle ultime settimane. Tra queste, alcune erano legate alle proteste del gennaio 2026, altre erano accusate di appartenere a gruppi di opposizione, mentre diversi casi sono associati ad accuse di spionaggio.
Nel frattempo, oltre 4.000 persone sarebbero state arrestate per motivi di “sicurezza nazionale”, a testimonianza, secondo l'organizzazione internazionale, di un clima di paura diffuso e di crescenti restrizioni alle libertà civili in Iran.
Il rapporto evidenzia anche le condizioni di detenzione, definite "spietate", tra cui sparizioni forzate, torture e trattamenti degradanti. Le Nazioni Unite sottolineano in particolare l'uso di confessioni estorte, talvolta divulgate pubblicamente, e le finte esecuzioni utilizzate come metodo di intimidazione.
L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Türk, ha espresso il suo "sgomento" per queste pratiche, affermando che le autorità iraniane stanno sfruttando il contesto di instabilità regionale per intensificare la repressione interna.
L'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani chiede l'immediata sospensione delle esecuzioni e una moratoria sulla pena di morte, nonché il rigoroso rispetto del diritto a un giusto processo e il rilascio delle persone arbitrariamente detenute.
Questa dichiarazione giunge mentre diverse organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International, sottolineano che l'Iran è tra i Paesi al mondo che più frequentemente fanno ricorso alla pena di morte.
In un contesto caratterizzato da persistenti tensioni con gli Stati Uniti e Israele, la situazione dei diritti umani in Iran sta diventando sempre più una questione centrale sulla scena diplomatica internazionale.
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