Mozambico: l'ONU avverte di una crisi umanitaria persistente a Cabo Delgado
Il nord del Mozambico continua a fronteggiare una situazione umanitaria preoccupante. Nella sua ultima valutazione, l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) stima in 534 milioni di dollari le risorse necessarie per rispondere ai crescenti bisogni delle popolazioni colpite dai trasferimenti forzati nella provincia di Cabo Delgado.
Tra conflitti armati, catastrofi climatiche e rischi sanitari, questa regione strategica del paese rimane uno dei principali focolai di vulnerabilità nell'Africa australe, nonostante gli sforzi compiuti dalle autorità e dalle organizzazioni internazionali.
Centinaia di migliaia di persone sfollate
Secondo i dati forniti dall'OCHA, oltre 662.000 persone erano ancora sfollate nella provincia di Cabo Delgado nel mese di febbraio, mentre circa 722.000 abitanti sono riusciti a tornare nelle loro località d'origine.
Tuttavia, i ritorni rimangono fragili in molte aree dove l'insicurezza è ancora presente. I movimenti di popolazione continuano a essere alimentati dagli attacchi di gruppi armati e dalle paure delle comunità di fronte a una situazione di sicurezza ancora instabile.
Le Nazioni Unite sottolineano che la grande maggioranza delle famiglie colpite ha già vissuto diversi episodi di sfollamento, illustrando il carattere prolungato di questa crisi che dura da diversi anni.
Un finanziamento ancora insufficiente
Di fronte all'ampiezza dei bisogni, le risorse mobilitate rimangono limitate. A fine maggio, solo 145 milioni di dollari erano stati raccolti, ovvero poco più di un quarto dei finanziamenti considerati necessari per garantire una risposta umanitaria adeguata.
Questo divario finanziario rischia di complicare l'attuazione dei programmi destinati a fornire assistenza alimentare, accesso alle cure, servizi di protezione e supporto alle popolazioni più vulnerabili.
Le agenzie umanitarie avvertono sulle conseguenze di un sottofinanziamento prolungato, mentre i bisogni continuano a crescere sul campo.
Gli effetti cumulativi del conflitto e del clima
Oltre all'insicurezza, il Mozambico deve anche fare i conti con una successione di fenomeni meteorologici estremi. Tra gennaio e maggio 2026, quasi 899.000 persone sono state colpite da inondazioni che hanno causato danni significativi alle infrastrutture, alle abitazioni e alle coltivazioni agricole.
Le perdite registrate nel settore agricolo sono particolarmente preoccupanti. Oltre 518.000 ettari di terre coltivate sono stati colpiti, di cui circa 312.000 ettari considerati distrutti. Questa situazione accentua i rischi legati all'insicurezza alimentare e fragilizza ulteriormente i mezzi di sussistenza delle famiglie rurali.
Preoccupazione per le previsioni climatiche
Le prospettive per i prossimi mesi alimentano anche le preoccupazioni delle organizzazioni internazionali. Le previsioni climatiche evocano un'alta probabilità di sviluppo del fenomeno El Niño tra il 2026 e il 2027.
Questo scenario potrebbe portare a precipitazioni superiori alla norma nel nord e nel centro del Mozambico, accentuando al contempo gli episodi di siccità nelle regioni meridionali del paese. Un'evoluzione di questo tipo rischierebbe di aggravare la pressione sulle comunità già confrontate con le conseguenze del conflitto e le difficoltà economiche.
In questo contesto, le Nazioni Unite chiedono una mobilitazione rafforzata della comunità internazionale per evitare un ulteriore deterioramento della situazione umanitaria e per sostenere gli sforzi di stabilizzazione in una delle regioni più fragilizzate del Mozambico.
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