Le inondazioni in Nepal avvertono il mondo sui cambiamenti climatici
Il Primo Ministro nepalese Balendra Shah ha utilizzato il suo intervento alle Nazioni Unite per avvertire i leader mondiali che le devastanti inondazioni del paese sono un chiaro promemoria delle crescenti conseguenze dei cambiamenti climatici per le comunità vulnerabili.
Parlando durante le riunioni ad alto livello dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, Shah ha evidenziato le mortali inondazioni che hanno colpito il Nepal settentrionale ad agosto, sostenendo che il disastro dovrebbe essere visto non solo come una tragedia nazionale, ma anche come un avvertimento sui rischi più ampi associati a un clima in cambiamento.
Le inondazioni sono state innescate il 26 agosto, quando una potente ondata ha travolto il bacino idrografico del Bhote Koshi e ha devastato parti di Rasuwa, Nuwakot e Dhading. Case, terreni agricoli, rifugi per il bestiame e infrastrutture critiche sono stati distrutti, mentre migliaia di persone sono state colpite. Le agenzie delle Nazioni Unite hanno descritto il disastro come una delle emergenze più gravi degli ultimi tempi nel paese.
All'inizio di settembre, funzionari delle Nazioni Unite hanno riferito che più di 1.250 persone erano morte e migliaia risultavano ancora disperse. Una valutazione successiva delle Nazioni Unite ha fissato il bilancio delle vittime confermate a 1.367, mentre più di 5.000 persone erano ancora non contabilizzate. Le cifre continuavano a evolversi man mano che progredivano le operazioni di ricerca e soccorso.
Le osservazioni di Shah hanno collocato il disastro all'interno del dibattito più ampio sulla giustizia climatica. Il Nepal contribuisce solo a una piccola parte delle emissioni globali di gas serra, eppure la sua geografia montuosa espone le comunità ai pericoli legati al clima, comprese inondazioni, frane e rischi legati ai rapidi cambiamenti in corso nell'Himalaya.
Il primo ministro ha sostenuto che gli avvertimenti da parte degli scienziati e dei paesi vulnerabili non sono stati accompagnati da azioni su scala adeguata. Il suo messaggio arriva mentre i cambiamenti climatici e le loro conseguenze rimangono questioni centrali durante l'81ª sessione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove i leader mondiali stanno discutendo la cooperazione internazionale e le misure per proteggere le comunità che affrontano rischi ambientali sempre più gravi.
Le Nazioni Unite hanno anche sottolineato le conseguenze umanitarie delle inondazioni in Nepal. A settembre è stata lanciata una richiesta di emergenza di 49,6 milioni di dollari per supportare oltre 84.000 persone colpite dal disastro, con assistenza che copre cibo, rifugio, assistenza sanitaria, acqua potabile, servizi igienici e protezione.
Il disastro ha anche messo in evidenza la particolare vulnerabilità delle donne e delle ragazze. UN Women ha stimato che oltre 157.000 donne e ragazze a Rasuwa e Nuwakot siano state direttamente o indirettamente colpite dalle inondazioni, con comunità sfollate che affrontano carenze di servizi di base e rischi di protezione aumentati.
La richiesta del Nepal arriva mentre la comunità internazionale discute su come rafforzare il supporto per i paesi che affrontano gravi impatti climatici nonostante abbiano contribuito relativamente poco alle emissioni globali. Per Kathmandu, le recenti inondazioni hanno trasformato quel dibattito in una sfida umanitaria e di sviluppo immediata, sottolineando la necessità di una maggiore preparazione, assistenza internazionale e azioni climatiche a lungo termine.
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