La Global Resistance Flotilla fissa il 9 marzo come partenza per Gaza
La Global Resistance Flotilla ha annunciato giovedì, durante una conferenza stampa tenutasi a Johannesburg, in Sudafrica, che la sua prossima missione marittima nella Striscia di Gaza inizierà il 9 marzo. Le navi dovrebbero partire dalla città spagnola di Barcellona, nonché da diversi porti del Mar Mediterraneo.
Secondo il comitato organizzatore, questa operazione su larga scala mobiliterà più di 100 imbarcazioni con a bordo migliaia di attivisti internazionali. Tra i partecipanti figurano più di mille medici, nonché esperti in materia di ambiente, salute pubblica e crimini di guerra, a sottolineare la dimensione umanitaria e legale dell'iniziativa.
Oltre alla flottiglia marittima, sono previsti due convogli terrestri per marzo, uno dal Nord Africa e l'altro dall'Asia. Questi convogli hanno lo scopo di fornire aiuti medici e alimentari alla popolazione di Gaza, gravemente colpita dal prolungato blocco.
Gli organizzatori hanno lanciato un appello alla mobilitazione internazionale, invitando cittadini di ogni estrazione sociale e professione a unirsi ai convogli terrestri in coordinamento con l'operazione marittima, al fine di fornire supporto diretto ai civili palestinesi che affrontano le conseguenze umanitarie dell'assedio decennale.
Di fronte ai potenziali rischi, il comitato ha affermato che i pericoli affrontati dalle navi sono insignificanti rispetto alla sofferenza quotidiana di bambini, feriti e malati a Gaza. Ha esortato la comunità internazionale a rispettare il diritto internazionale per garantire la protezione della flottiglia e prevenire qualsiasi tentativo di attacco.
Gli organizzatori hanno inoltre espresso preoccupazione per la situazione critica del settore sanitario nella Striscia di Gaza, citando numerosi casi urgenti di pazienti che necessitano di evacuazione medica all'estero, in un contesto caratterizzato da controlli rigorosi e ripetuti sui viaggiatori.
Hanno ricordato che lo scorso ottobre una precedente missione era stata presa di mira dalla marina israeliana in alto mare, con conseguente sequestro di decine di imbarcazioni e l'arresto di centinaia di attivisti internazionali.
Questa nuova iniziativa mira a rafforzare la solidarietà internazionale e a perseguire azioni legali contro l'occupazione. Gli organizzatori ritengono che la Palestina sia diventata un simbolo globale di resilienza e una forza trainante per la libertà e la giustizia. Hanno inoltre messo in guardia contro il proseguimento di quelle che descrivono come politiche di carestia sistematica, che colpiscono in particolare i bambini di Gaza.
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