Il Marocco al centro dell'architettura della sicurezza globale
La partecipazione del Marocco alla riunione inaugurale del "Consiglio di Pace" a Washington ha riacceso il dibattito sul posizionamento strategico di Rabat all'interno di un ordine di sicurezza internazionale in rapida evoluzione. Al di là del significato simbolico dell'evento, questa presenza segna un notevole cambiamento nella diplomazia marocchina, ora orientata al coinvolgimento diretto nei meccanismi di gestione delle crisi e di ricostruzione, in particolare nella delicata questione di Gaza.
Presentata dagli Stati Uniti come alternativa alla lentezza dei tradizionali meccanismi multilaterali, l'iniziativa si basa su una logica di azione concreta e coordinamento operativo, dando priorità alla ricostruzione come leva di stabilizzazione. In questo contesto, il Marocco ha espresso il suo sostegno a qualsiasi iniziativa credibile volta a stabilire una pace giusta e duratura, riaffermando al contempo il suo impegno per la soluzione dei due Stati e per il quadro delle Nazioni Unite riconosciuto dalla comunità internazionale.
Analisi accademiche suggeriscono uno spostamento verso un "multilateralismo operativo": Rabat non si accontenta più di difendere semplicemente i principi del sistema internazionale, ma partecipa attivamente allo sviluppo di nuovi quadri di gestione dei conflitti, senza intaccare la legittimità delle Nazioni Unite.
La questione di un potenziale contributo marocchino a una forza internazionale di stabilizzazione a Gaza rimane tuttavia delicata. Grazie alla sua lunga esperienza nelle operazioni di mantenimento della pace e alla riconosciuta competenza in materia di sicurezza e ricostruzione istituzionale, il Regno possiede risorse innegabili. Tuttavia, qualsiasi coinvolgimento diretto richiederebbe delicati compromessi diplomatici e geopolitici, bilanciando il quadro giuridico, l'equilibrio regionale e la gestione dell'opinione pubblica interna.
Allo stesso tempo, Rabat è favorevole a un approccio globale che vada oltre la mera sicurezza. Il Marocco ha annunciato impegni umanitari, istituzionali e finanziari per la ricostruzione di Gaza, sostenendo una visione secondo cui la stabilità non può essere raggiunta solo con la forza, né con isolati aiuti di emergenza, ma piuttosto rafforzando le istituzioni, migliorando la governance locale e prevenendo cicli di violenza.
Questa dinamica colloca il Marocco in una nuova posizione all'interno di un sistema internazionale in cui l'influenza non si misura più esclusivamente in base alla potenza militare, ma anche in base alla capacità di mediazione, alla costruzione del consenso e all'innovazione diplomatica. Pur mantenendo posizioni coerenti sulla questione palestinese, il Regno sembra quindi intraprendere un riposizionamento strategico che potrebbe rafforzare il suo ruolo negli accordi di sicurezza post-crisi.
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