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Hyundai Rotem costruirà uno stabilimento per la produzione di treni a Benguerir

Saturday 03 May 2025 - 13:00
Hyundai Rotem costruirà uno stabilimento per la produzione di treni a Benguerir

È un segnale forte, inviato dal cuore del Marocco alle grandi potenze industriali: il Regno non si accontenta più di acquistare treni, vuole produrli.
L'annuncio della creazione di uno stabilimento Hyundai Rotem a Benguérir e di un nuovo sito Alstom a Fez segna un importante cambiamento nella strategia industriale marocchina, ora decisamente incentrata sulla padronanza tecnologica, l'espansione e l'integrazione regionale.

Con l'arrivo del produttore sudcoreano, che si è aggiudicato uno storico appalto dall'Ufficio nazionale delle ferrovie (ONCF), il Marocco fa molto di più che acquistare treni a due piani in grado di viaggiare a 160 km/h. Soprattutto, ottiene una fabbrica, un trasferimento di know-how e la promessa di un'industrializzazione a lungo termine.

Il sito di Benguérir, sostenuto da una strategia di sviluppo industriale sostenuta dal governo coreano, in particolare attraverso prestiti agevolati, illustra un nuovo tipo di partenariato: basato sulla posizione, sulla formazione e sulle esportazioni future, piuttosto che su semplici scambi commerciali.

Questo cambiamento non è banale. Tutto ciò avviene in un contesto di forte competizione tra i campioni mondiali del settore ferroviario: la francese Alstom, le spagnole CAF e Talgo, la cinese CRRC, tutte interessate a questo mercato in forte espansione. Hyundai Rotem, offrendo una piattaforma di produzione realmente localizzata, è riuscita ad allinearsi alle esigenze di un Marocco ormai selettivo, preoccupato della propria sovranità industriale.

Parallelamente, Alstom rafforza la propria presenza con una nuova unità a Fez dedicata alla produzione di cabine per treni regionali. Questo duplice movimento – coreano al Sud, francese al Nord – riflette il crescente interesse dei produttori internazionali per un mercato marocchino in continua strutturazione.

In meno di due decenni, il Paese è passato dall'essere un cliente a un partner industriale. Il porto di Tangeri Med, il TGV marocchino, le riforme fiscali a favore degli investimenti e l'avvio di distretti industriali specializzati (come Morocco Train Industry) sono tutti asset che rafforzano questa attrattività.

Per Rabat la questione non si limita al settore ferroviario. L'obiettivo è innescare un effetto domino su tutto il settore: ingegneria, subappalto, manutenzione, formazione tecnica. L'obiettivo chiaramente dichiarato è quello di trasformare il Marocco in un polo di produzione ferroviaria per il continente africano, con una capacità di esportazione sostenibile entro il 2030.

Questo riposizionamento strategico rientra in una lettura più ampia del ruolo che il Regno intende svolgere in Africa. In un contesto in cui la necessità di infrastrutture per la mobilità sta aumentando in modo esponenziale in tutto il continente, il Marocco punta sul settore ferroviario come leva di influenza economica, diplomatica e tecnologica. Si offre così un posto nei dibattiti sulla connettività transsahariana, sulla transizione energetica dei trasporti e sull'integrazione logistica regionale.

L'ascesa di questo settore, sostenuto da partner con profili diversificati, segna quindi una nuova tappa nella politica industriale del Paese. Dimostra inoltre la capacità del Marocco di imporre le proprie condizioni nei negoziati internazionali, di fungere da arbitro tra potenze concorrenti e di costruire un tessuto produttivo coerente attorno a questioni di sovranità, crescita e proiezione continentale.


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