Embalo annuncia la sua candidatura presidenziale dopo mesi di esilio in Marocco
L'ex presidente della Guinea-Bissau Umaro Sissoco Embalo ha annunciato che intende tornare nel paese e candidarsi alle elezioni presidenziali programmate per il 6 dicembre, segnando un importante sviluppo in vista di un voto che si prevede determinerà se il governo civile sarà ripristinato dopo mesi di governo militare.
Embalo, che vive in esilio in Marocco da quando è stato rimosso dal potere, ha confermato la sua intenzione di candidarsi in commenti all'AFP. Ha detto che tornerà a casa ma non ha inizialmente specificato una data. Reuters ha successivamente riportato, citando una fonte a conoscenza della situazione, che prevede di tornare in Guinea-Bissau il 4 ottobre.
L'ex presidente è stato rovesciato il 26 novembre 2025, poco prima che fossero attesi i risultati provvisori delle elezioni presidenziali e legislative. I militari hanno sospeso il processo elettorale e hanno istituito un'amministrazione transitoria sotto il generale Horta N'Tam.
Le autorità militari hanno giustificato la loro intervento citando la sicurezza nazionale e un presunto complotto di destabilizzazione coinvolgente trafficanti di droga locali. Le affermazioni riguardanti il colpo di stato e le circostanze che hanno portato alla sospensione del processo elettorale sono rimaste politicamente contestate.
N'Tam ha affermato che i cittadini guineani sono liberi di tornare nel proprio paese a condizione che non siano soggetti a procedimenti legali. Ha anche indicato che il ritorno di Embalo non sarebbe di per sé impedito. Tuttavia, secondo la carta transitoria adottata dopo il colpo di stato, N'Tam non può candidarsi alle prossime elezioni presidenziali.
Le elezioni si svolgeranno in un contesto di importante cambiamento costituzionale. In un referendum di agosto, gli elettori hanno approvato una nuova costituzione che rafforza significativamente i poteri della presidenza. I risultati provvisori citati da Reuters hanno mostrato un sostegno del 70% per la riforma, sebbene il principale partito di opposizione, il PAIGC, abbia chiesto un boicottaggio, sostenendo che il processo mancava di sufficienti garanzie politiche e istituzionali.
Il nuovo quadro costituzionale conferisce al presidente un'autorità più ampia, inclusa la possibilità di nominare e destituire il primo ministro e il governo, creare o abolire ministeri e sciogliere il parlamento in determinate circostanze. Riduce anche il numero di seggi parlamentari da 102 a 65 e modifica le circoscrizioni elettorali del paese.
La transizione politica ha attirato particolare attenzione perché la Guinea-Bissau ha subito ripetute interventi militari dalla sua indipendenza dal Portogallo nel 1974. Il paese ha anche lottato con la povertà, istituzioni deboli e instabilità politica, condizioni che hanno contribuito a preoccupazioni riguardo al crimine organizzato e al traffico di cocaina lungo le rotte che collegano l'America Latina e l'Europa.
La decisione di Embalo di tornare e cercare la presidenza aggiunge un ulteriore strato di incertezza a una transizione già sensibile. I suoi sostenitori hanno diffuso notizie sul suo possibile ritorno, mentre le autorità hanno indicato che i cittadini che soddisfano i requisiti legali dovrebbero poter partecipare alla vita politica.
Le elezioni di dicembre sono quindi attese con grande attenzione sia all'interno della Guinea-Bissau che in tutta l'Africa occidentale. Il voto si svolgerà dopo un anno segnato dal governo militare, dalla riforma costituzionale e da un processo elettorale interrotto, con il paese che cerca di stabilire un nuovo quadro politico e determinare la sua prossima leadership civile.
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