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Cresce la reazione globale al riconoscimento israeliano del Somaliland
La decisione di Israele di riconoscere il Somaliland come stato indipendente ha scatenato un'ondata di dure reazioni in Medio Oriente, Africa e oltre, con governi e organizzazioni internazionali che avvertono che la decisione viola il diritto internazionale e rischia di aggravare l'instabilità regionale. I critici affermano che il passo rappresenta una nuova fase nella politica estera unilaterale di Israele e equivale a un'interferenza diretta negli affari interni della Somalia.
La Turchia è stata tra le prime a reagire, con il portavoce del Ministero degli Esteri Oncu Keceli che ha condannato il riconoscimento come illegale e destabilizzante. Ha affermato che la decisione riflette le politiche del governo del Primo Ministro Benjamin Netanyahu e mina la stabilità sia regionale che globale. Ankara ha ribadito il suo fermo sostegno all'integrità territoriale della Somalia, sottolineando che il futuro del Paese, compresa la sua regione settentrionale, deve essere determinato dalla volontà collettiva del popolo somalo. La Turchia ha ribadito il suo impegno di lunga data per la pace e la sicurezza nel Corno d'Africa.
La leadership somala ha reagito con ferma condanna. Il presidente Hassan Sheikh Mohamud ha descritto la mossa di Israele come una violazione del diritto internazionale e un'inaccettabile intrusione nella sovranità della Somalia, insistendo sul fatto che la nazione somala e il suo popolo sono indivisibili. Il Ministero degli Esteri somalo ha ribadito questa posizione, respingendo il riconoscimento e riaffermando l'unità della Somalia nel quadro giuridico internazionale e regionale. Anche Abdiaziz Hassan Mohamed, presidente dello Stato sud-occidentale della Somalia, ha pubblicamente denunciato la decisione, definendola una violazione del diritto internazionale e una minaccia all'unità nazionale.
L'Egitto si è unito al coro di critiche, con il ministro degli Esteri Badr Abdelatty che ha tenuto consultazioni con le controparti di Somalia, Turchia e Gibuti. Il Cairo ha respinto categoricamente la mossa di Israele, avvertendo che qualsiasi azione unilaterale che mini la sovranità della Somalia o incoraggi entità politiche parallele è inaccettabile e pericolosa per la stabilità regionale.
L'Unione Africana ha ribadito il suo inequivocabile rifiuto di qualsiasi tentativo di riconoscere il Somaliland, riaffermando il suo impegno per l'unità e l'integrità territoriale della Somalia. Il Presidente della Commissione dell'Unione Africana, Mahmoud Ali Youssouf, ha avvertito che tali iniziative minacciano la pace e la stabilità non solo in Somalia, ma in tutto il continente africano, sottolineando che il Somaliland rimane parte integrante della Repubblica Federale di Somalia.
Preoccupazioni analoghe sono state sollevate dal Consiglio di Cooperazione del Golfo, il cui segretario generale, Jasem Mohamed Albudaiwi, ha affermato che la decisione di Israele potrebbe destabilizzare il Corno d'Africa e creare un precedente rischioso che potrebbe alimentare ulteriori tensioni. Anche la Lega Araba ha condannato la mossa, con il Segretario Generale Ahmed Aboul Gheit che l'ha descritta come una chiara violazione del diritto internazionale e una forma di ingerenza negli affari interni della Somalia.
A Washington, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che la sua amministrazione non ha piani immediati per seguire l'esempio di Israele, indicando che la questione rimane sotto esame. Commentando la proposta del Somaliland di offrire agli Stati Uniti l'accesso a un porto sul Golfo di Aden, Trump ne ha minimizzato l'importanza.
Oltre la regione, il Venezuela ha ribadito il suo sostegno alla sovranità e all'integrità territoriale della Somalia, definendo questi principi essenziali per la pace e la stabilità sia nel Corno d'Africa che a livello globale.
Il Qatar ha espresso ferma opposizione, definendo il riconoscimento un pericoloso precedente che viola la sovranità e l'unità della Somalia. Doha ha messo in guardia contro i tentativi di imporre entità parallele e ha ribadito il suo sostegno alle legittime istituzioni somale. I funzionari del Qatar hanno anche criticato Israele per aver minato la legittimità internazionale e lo hanno invitato a riconoscere lo Stato di Palestina e a porre fine alla guerra a Gaza. L'emiro Tamim bin Hamad Al Thani ha personalmente espresso il sostegno del Qatar all'integrità territoriale della Somalia in una telefonata con il presidente Mohamud.
Lo Yemen e la Palestina hanno rilasciato dichiarazioni simili, sostenendo l'unità della Somalia e respingendo la mossa di Israele come destabilizzante. Hamas si è spinta oltre, condannando quello che ha descritto come uno scambio di riconoscimento tra Israele e il Somaliland, denunciando anche i presunti piani israeliani di sfollare forzatamente i palestinesi da Gaza, incluso il Somaliland.
L'Iran ha condannato fermamente il riconoscimento come una palese violazione della sovranità della Somalia, accusando Israele di perseguire politiche destabilizzanti nelle regioni del Mar Rosso e del Corno d'Africa. Anche Sudan e Pakistan hanno respinto la mossa, avvertendo che crea un pericoloso precedente e mina la sicurezza regionale. L'Arabia Saudita ha concluso la serie di reazioni denunciando le misure unilaterali e separatiste di Israele, riaffermando il suo pieno sostegno all'unità, alla sovranità e ai confini riconosciuti a livello internazionale della Somalia.