Caso Abderrahim Fakir: i primi esami cardiaci escludono una patologia preesistente
L’enquête médico-légale sulla morte di Abderrahim Fakir continua in Italia con nuovi éléments che potrebbero contribuire a precisare le circostanze del dramma. I primi esami realizzati sul cuore di questo marocchino di 42 anni, deceduto il 19 luglio a Bologna durante il suo arresto, non hanno messo in evidenza alcuna anomalia cardiaca preesistente, secondo informazioni riportate dall’agenzia di stampa italiana ANSA.
Questa conclusione preliminare interviene mentre le indagini si concentrano sulle cause esatte del decesso. I primi éléments derivanti dall’autopsia avevano rivelato la presenza di sangue nei polmoni e importanti lesioni a livello della schiena, compatibili con una forte compressione.
Le conclusioni médico-légales si precisano
L’assenza di patologia cardiaca anteriore costituisce un nuovo élément nel dossier esaminato dal pubblico ministero di Bologna. Le prime constatations médico-légales avevano orientato le indagini verso l’ipotesi di un’asfissia meccanica legata a una compressione dorsale subita durante l’immobilizzazione.
Abderrahim Fakir era stato bloccato a terra da due poliziotti al momento del suo arresto. Il suo avvocato, Fabio Anselmo, aveva precedentemente evocato una « asfissia meccanica violenta per compressione dorsale », alla luce dei risultati iniziali dell’autopsia.
Tuttavia, sono necessarie diverse analisi complementari prima della pubblicazione delle conclusioni definitive. I risultati degli esami tossicologici e istologici sono ancora attesi e il rapporto finale dell’esperto potrebbe richiedere ancora diverse settimane.
Un’enquête sempre in corso a Bologna
Parallelamente alle indagini médico-légales, la brigata criminale di Bologna continua l’esame degli éléments tecnici legati a questa affare, in particolare attraverso l’analisi del telefono della vittima.
Trentanove giorni dopo la morte di Abderrahim Fakir, la sua salma rimane ancora trattenuta in Italia nell’ambito della procedura giudiziaria. La sua famiglia, residente in particolare a Casablanca, richiede il suo rimpatrio per poter organizzare le sue esequie.
Arrivato in Italia all’età di cinque anni, Abderrahim Fakir aveva 42 anni al momento della sua morte. Le conclusioni delle prossime perizie dovrebbero costituire un’etapa importante per determinare con precisione le cause e le circostanze della sua morte.
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