Canada: l'attività dei servizi scende ai minimi di sei mesi
Il settore canadese dei servizi ha rallentato drasticamente ad agosto, penalizzato dall'aumento delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e dall'instabilità geopolitica. L'indice PMI di S&P Global è sceso sotto la soglia di crescita, mentre i nuovi ordini e le prospettive aziendali si deteriorano.
I servizi passano alla contrazione
L'economia canadese dei servizi ha registrato ad agosto il suo maggiore calo negli ultimi sei mesi. Secondo i dati pubblicati da S&P Global, l'indice di attività delle imprese è sceso a 46,8, rispetto a 49,1 di luglio.
Un indice inferiore a 50 indica una contrazione dell'attività. Il dato di agosto rappresenta quindi il livello più basso registrato da febbraio, segnalando un indebolimento della domanda in un settore essenziale per l'economia canadese.
Il rallentamento si è riflesso anche nei nuovi affari. Il loro indice è passato da 48,4 a 46,1, raggiungendo il livello più basso da gennaio.
Le aziende di fronte a una forte incertezza
Per S&P Global, il deterioramento dell'attività è spiegato in particolare dall'ambiente commerciale teso tra Canada e Stati Uniti, nonché dalle conseguenze dell'instabilità in Medio Oriente.
Le aziende e i loro clienti sembrano adottare un atteggiamento più cauto di fronte a questa incertezza. I volumi di nuovi affari diminuiscono e le decisioni riguardanti nuovi contratti vengono frequentemente rinviate.
«La salute sottostante del settore dei servizi continua a soffrire», ha affermato Paul Smith, direttore economico di S&P Global Market Intelligence, sottolineando l'impatto delle tensioni commerciali e dei conflitti geopolitici.
I dazi americani pesano sulle prospettive
Il clima economico si è deteriorato in particolare dopo la decisione di Washington di imporre, il 22 agosto, nuovi dazi del 50% su circa 20 miliardi di dollari di importazioni canadesi.
Questa misura è stata adottata dopo il fallimento dei colloqui commerciali tra i due paesi e alimenta le incertezze per le aziende canadesi esposte agli scambi con il loro principale partner commerciale.
In questo contesto, l'indice che misura l'attività futura è sceso a 56,4, rispetto a 57,5 di luglio. Si tratta del suo livello più basso da giugno 2025.
Le aziende rimangono quindi complessivamente fiduciose nella possibilità di un miglioramento a medio termine, ma questa fiducia si è notevolmente erosa.
I costi rimangono sotto pressione
Il rallentamento dell'attività non significa però una scomparsa delle tensioni inflazionistiche.
I prezzi degli input rimangono elevati e superiori alla loro tendenza abituale, anche se sono leggermente diminuiti rispetto a luglio. L'aumento dei costi energetici continua a pesare sulle aziende.
Questa combinazione — attività in calo e costi ancora elevati — complica le prospettive delle aziende di servizi, che devono affrontare contemporaneamente una domanda più fragile e costi significativi.
Il settore manifatturiero resiste di più
La debolezza dei servizi contrasta con la situazione osservata nell'industria canadese.
L'indice PMI manifatturiero di S&P Global, pubblicato pochi giorni prima, si è attestato a 53,0 ad agosto, rispetto a 53,5 di luglio. Rimane quindi sopra la soglia di 50, il che indica un'espansione dell'attività per il quinto mese consecutivo.
Questa resistenza non è però sufficiente a impedire all'indice PMI composito canadese di scendere. Questo è passato da 49,7 a 47,8, il suo livello più basso da marzo.
I dati più recenti delineano così un'economia a due velocità, con un settore manifatturiero ancora in espansione mentre i servizi subiscono maggiormente gli effetti dell'incertezza commerciale e geopolitica.
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