Washington non esclude un'azione militare per prendere il controllo della Groenlandia
La questione della Groenlandia è tornata al centro dei dibattiti strategici a Washington. Secondo fonti vicine alla Casa Bianca, l'amministrazione statunitense sta studiando tutti i possibili scenari per porre questo territorio autonomo danese sotto il controllo degli Stati Uniti, incluso l'uso della forza militare, per ragioni legate alla sicurezza nazionale.
Secondo Reuters, un funzionario dell'amministrazione del presidente Donald Trump ha dichiarato che la questione della Groenlandia "non scomparirà", sottolineando la determinazione del presidente statunitense a raggiungere un accordo nonostante l'opposizione di diversi alleati della NATO. Questa fonte ha anche affermato che Donald Trump mira a integrare l'isola nella sfera di influenza statunitense durante il suo attuale mandato, ritenendo che la sua posizione geostrategica sia cruciale per gli interessi statunitensi nell'Artico.
La Casa Bianca considera la Groenlandia un elemento chiave per contenere la crescente influenza di Cina e Russia nella regione polare. "Il controllo della Groenlandia è vitale per scoraggiare gli avversari degli Stati Uniti nell'Artico", ha affermato il funzionario, citato da Reuters.
L'interesse di Donald Trump per la vasta isola risale al suo primo mandato, quando per la prima volta sollevò l'idea di acquistarla. Nel marzo 2025, espresse fiducia nella possibilità di annetterla, arrivando persino a minacciare la Danimarca di sanzioni commerciali in caso di rifiuto. Più recentemente, in un'intervista alla rivista The Atlantic del 4 gennaio, nel contesto dell'operazione statunitense in Venezuela, Trump ha ribadito che gli Stati Uniti "hanno bisogno anche della Groenlandia", citando la presenza di navi cinesi e russe attorno all'isola.
Queste dichiarazioni hanno provocato una ferma reazione da parte di Copenaghen. Il Primo Ministro danese Mette Frederiksen ha categoricamente respinto qualsiasi prospettiva di cessione della Groenlandia, ribadendo che la Groenlandia è parte integrante del Regno di Danimarca. Ha invitato Washington a "porre fine alle minacce", sottolineando che gli Stati Uniti "non hanno alcun diritto di annettere alcun territorio del Regno di Danimarca".
La polemica è stata riaccesa da un post sui social media di Cathy Miller, moglie di un consigliere della Casa Bianca, che mostrava una mappa della Groenlandia con i colori della bandiera americana, accompagnata dalla parola "presto". L'immagine ha suscitato forti reazioni, spingendo i funzionari groenlandesi a denunciarla come irrispettosa, invitando al contempo la popolazione alla calma.
Da parte loro, le autorità locali hanno ribadito la loro posizione. L'ex Primo Ministro groenlandese Múte Egede ha ripetutamente affermato che l'isola "non è in vendita e non lo sarà mai". Ex colonia danese fino al 1953, la Groenlandia gode di un elevato grado di autonomia dal 2009, pur rimanendo parte del Regno di Danimarca.
Questa rinnovata escalation di tensioni illustra la crescente importanza dell'Artico negli equilibri geopolitici globali, in un momento in cui le grandi potenze si contendono influenza, risorse naturali e rotte di navigazione in una regione diventata altamente strategica.
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