Ucraina: l'ONU mostra sostegno, Washington prende le distanze
Quattro anni dopo l'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una nuova risoluzione che riafferma il proprio sostegno all'Ucraina e alla sua integrità territoriale. Il testo, approvato dalla maggioranza degli Stati, si inserisce in un contesto diplomatico ancora segnato da disaccordi tra gli alleati occidentali.
La risoluzione è stata adottata con 107 voti favorevoli, 12 contrari e 51 astensioni, tra cui quella degli Stati Uniti. Riafferma il principio di sovranità, indipendenza e unità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale, chiedendo al contempo un cessate il fuoco immediato, completo e incondizionato.
Il testo sottolinea inoltre la necessità di una pace globale, giusta e duratura nel rispetto del diritto internazionale, nonché il pieno scambio dei prigionieri di guerra. Nonostante questo obiettivo condiviso, Washington ha scelto di astenersi, ritenendo che alcune formulazioni potessero complicare gli sforzi diplomatici in corso.
La posizione americana è stata difesa dalla Vice Ambasciatrice Tammy Bruce, che ha spiegato che il suo Paese ha sostenuto la richiesta di un cessate il fuoco, pur ritenendo che alcuni elementi del testo rischiassero di distogliere l'attenzione dai negoziati. Questa astensione illustra le persistenti tensioni sulla strategia da adottare per raggiungere una risoluzione della crisi.
Allo stesso tempo, i leader del G7 hanno ribadito il loro sostegno a Kiev e al suo diritto a esistere come Stato sovrano. Tra questi, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accolto con favore gli sforzi diplomatici volti ad accelerare i colloqui di pace.
L'anno precedente, Washington aveva già espresso una posizione di dissenso votando contro una risoluzione che faceva riferimento a una "pace giusta". Successivamente, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione che chiedeva una pace rapida, sostenuta in particolare dalla Russia, senza menzionare esplicitamente l'integrità territoriale dell'Ucraina, suscitando preoccupazione tra i partner europei.
In una riunione parallela, la Vice Ministra degli Esteri ucraina Mariana Betsa ha accusato Mosca di utilizzare i negoziati per prolungare il conflitto. Ha sottolineato l'urgente necessità di supporto umanitario e militare per proteggere la popolazione ucraina.
Da parte sua, l'ambasciatore russo all'ONU, Vasily Nebenzia, ha dichiarato che il suo Paese stava partecipando alle discussioni "in buona fede", pur criticando la risoluzione adottata dall'Assemblea Generale, che considera lontana dalla realtà sul campo.
Quest'ultima votazione illustra il complesso equilibrio diplomatico che circonda il conflitto ucraino. Mentre la maggior parte degli Stati continua a esprimere il proprio sostegno a Kiev, persistono disaccordi sul metodo per raggiungere una pace duratura, a conferma che la battaglia diplomatica rimane cruciale quanto la situazione militare.
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