Ucraina-Russia: Mosca ferma sul Donbass alla vigilia dei colloqui di Abu Dhabi
La Russia ha ribadito venerdì la sua richiesta fondamentale di ritiro dell'Ucraina dalla regione orientale del Donbass, alla vigilia dei colloqui tripartiti che riuniranno funzionari russi, ucraini e americani negli Emirati Arabi Uniti. Questa posizione, ritenuta inaccettabile da Kiev, è immediatamente emersa come principale punto di contesa nei colloqui presentati come i primi negoziati pubblici diretti tra Mosca e Kiev su un piano sostenuto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra, che dura da quasi quattro anni.
Delegazioni di alto livello dei tre paesi si stanno recando ad Abu Dhabi, in un intenso contesto diplomatico segnato da un recente incontro tra Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Davos, nonché da lunghi colloqui al Cremlino tra il presidente russo Vladimir Putin e l'inviato statunitense Steve Witkoff. Nonostante le numerose iniziative diplomatiche, non è ancora emerso alcun compromesso sulla questione territoriale al centro del conflitto.
Il Cremlino ha insistito sul fatto che il ritiro delle truppe ucraine dal Donbass sia un prerequisito per qualsiasi accordo. "La posizione della Russia è perfettamente chiara: l'Ucraina deve ritirare le sue truppe dai territori del Donbass", ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov, definendo questa richiesta una "condizione essenziale". Mosca, che ha lanciato l'invasione dell'Ucraina nel 2022, afferma di controllare quasi il 20% del territorio ucraino e non esclude di perseguire i propri obiettivi con la forza in caso di fallimento dei negoziati.
A Kiev, il presidente Zelensky ha riconosciuto che il Donbass rimarrà la questione centrale delle discussioni. Pur accogliendo con favore lo svolgimento dei colloqui, ha avvertito che qualsiasi concessione territoriale dovrebbe essere soggetta a referendum e ha ribadito che l'Ucraina non firmerà alcun accordo che non garantisca solidi meccanismi di deterrenza contro ulteriori aggressioni russe. Il capo di Stato ucraino ha anche indicato che una bozza di accordo è "quasi pronta", menzionando un consenso con Washington sulle garanzie di sicurezza postbelliche.
Le delegazioni riflettono l'importanza strategica dell'incontro. Da parte ucraina, figurano il capo di stato maggiore di Zelensky, Kyrylo Budanov, il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Rustem Umerov, e il capo di stato maggiore delle forze armate, generale Andriy Hnatov. La delegazione russa è guidata dal generale Igor Kostyukov, direttore dell'intelligence militare, mentre quella americana è guidata da Steve Witkoff, accompagnato, tra gli altri, da Jared Kushner.
A Washington, Donald Trump ha ribadito che Mosca e Kiev sono vicine a un accordo, pur riconoscendo che la disputa territoriale rimane un ostacolo importante. Nel frattempo, i combattimenti continuano, con i recenti attacchi aerei russi che hanno causato interruzioni di corrente e riscaldamento a Kiev in pieno inverno, evidenziando l'urgente necessità umanitaria e strategica di una soluzione negoziata al conflitto.
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