Tunisia: l'opposizione si prepara a una nuova mobilitazione contro Kaïs Saïed
La contestazione del potere tunisino si prepara a superare una nuova fase. Partiti di opposizione e personalità impegnate nella difesa delle libertà annunciano un nuovo raduno a Tunisi, presentato come il terzo appuntamento di una serie di mobilitazioni recenti.
Attraverso questa nuova dimostrazione di forza, gli avversari del presidente Kaïs Saïed vogliono mantenere la pressione nelle strade e misurare la loro capacità di radunare attorno alle critiche politiche, economiche e sociali che attraversano il paese.
Una mobilitazione sostenuta da diverse forze di opposizione
Il raduno è organizzato su invito di « Nafas », un'iniziativa che riunisce diverse componenti contrarie alla politica attuata dal capo dello Stato.
Diverse formazioni dovrebbero partecipare alla mobilitazione, tra cui Ennahdha, il Partito repubblicano, il Fronte di salvezza nazionale, il Corrente democratico e il Partito destouriano libero. Anche personalità politiche e difensori dei diritti umani sono attesi.
La marcia partirà da piazza del Passaggio, nel centro di Tunisi, con uno slogan particolarmente offensivo: « Basta con l'assurdità, basta con il fallimento, basta con l'ingiustizia ».
Oltre alla dimensione partitica, gli organizzatori cercano di fare di questo appuntamento uno spazio di convergenza per diverse espressioni di malcontento nei confronti del potere.
Il costo della vita al centro della contestazione
Le rivendicazioni non si limitano alle istituzioni politiche. Le difficoltà economiche e sociali occupano anche un posto importante nel discorso dei manifestanti.
L'aumento del costo della vita, le difficoltà riscontrate in alcuni servizi pubblici e le preoccupazioni riguardo alle condizioni sociali alimentano una contestazione che supera progressivamente il solo dibattito istituzionale.
I precedenti raduni organizzati nella capitale avrebbero riunito diverse migliaia di persone. La loro mobilitazione costituisce ormai un indicatore della capacità dell'opposizione di trasformare il malcontento diffuso in un movimento collettivo.
Cinque anni dopo il cambiamento del 25 luglio 2021
Questa nuova mobilitazione avviene in un panorama politico profondamente trasformato dalle decisioni prese da Kaïs Saïed il 25 luglio 2021.
Il presidente tunisino aveva allora avviato una rottura significativa con il funzionamento politico vigente, prima di rafforzare progressivamente le prerogative della presidenza.
I suoi avversari denunciano da allora una concentrazione eccessiva dei poteri e un arretramento delle libertà pubbliche. Il potere difende, da parte sua, un approccio destinato a riorganizzare lo Stato, combattere la corruzione e uscire da quella che considera una impasse politica.
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