Terremoti in Birmania e Thailandia: oltre 700 morti e ingenti danni.
Venerdì scorso un potente terremoto di magnitudo 7,7 ha colpito Myanmar e Thailandia, seguito da una scossa di assestamento di magnitudo 6,4, provocando un elevato numero di vittime e una vasta distruzione. Secondo le ultime informazioni ufficiali, in entrambi i Paesi hanno perso la vita più di 700 persone.
Le autorità birmane hanno riferito che 694 persone sono morte e 1.670 sono rimaste ferite. La città di Mandalay, la seconda più grande del Myanmar, situata vicino all'epicentro del terremoto, ha subito gravi danni. Diversi edifici sono crollati e i templi buddisti di Naypyidaw, la capitale, sono stati gravemente danneggiati. Di fronte a questa catastrofe, le autorità birmane hanno lanciato un appello alla comunità internazionale e hanno dichiarato lo stato di emergenza in sei regioni del Paese.
In Thailandia è stata colpita anche la capitale Bangkok, anche se il bilancio delle vittime è stato rivisto al ribasso da 10 a 6, con 22 feriti e 101 dispersi. Il terremoto ha causato il crollo di un edificio di 30 piani in costruzione, uccidendo tre operai. Le squadre di soccorso continuano a cercare sotto le macerie. Il primo ministro thailandese Paetongtarn Shinawatra ha dichiarato lo stato di emergenza a Bangkok, mentre alcune linee della metropolitana e della metropolitana leggera sono state sospese.
Il terremoto è stato avvertito anche in diversi paesi confinanti con il Myanmar, tra cui Vietnam, Malesia, Cina, Cambogia, Bangladesh e India, costringendo all'evacuazione di molti edifici. In Cina, le province dello Yunnan e del Sichuan, al confine con il Myanmar, hanno segnalato danni ed è stato registrato un terremoto di magnitudo 7,9. Due persone sono rimaste ferite nella città di Ruili, a circa 300 chilometri dall'epicentro, e nove persone sono state salvate da un ascensore bloccato.
Per sostenere gli sforzi di soccorso, l'ONU ha stanziato 5 milioni di dollari dal Fondo di soccorso di emergenza. Le Nazioni Unite stanno attualmente valutando il numero delle persone colpite e le esigenze umanitarie. Molti paesi hanno offerto il loro aiuto. Un gruppo di 37 soccorritori cinesi è arrivato sabato mattina a Yangon, la città più grande del Myanmar, con attrezzature specializzate, tra cui sistemi di allerta precoce e droni. L'India ha inviato anche squadre di ricerca e soccorso e un gruppo medico. La Malesia ha mobilitato un gruppo iniziale di 10 soccorritori e prevede di inviare altri 40 volontari, mentre la Russia ha inviato due aerei con a bordo 120 soccorritori e rifornimenti di emergenza.
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