ONU: I conflitti, principale causa di insicurezza alimentare acuta a livello globale
I conflitti armati rimangono la principale causa di insicurezza alimentare acuta e malnutrizione in tutto il mondo. Questo è l'avvertimento lanciato da António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, nella prefazione all'ultimo rapporto sulle crisi alimentari globali, pubblicato venerdì scorso.
Il documento, redatto da un'alleanza che comprende le Nazioni Unite, l'Unione Europea e diverse organizzazioni non governative, evidenzia una situazione che rimane critica nel 2025. In particolare, sottolinea l'emergere di una carestia "diffusa" in due aree colpite da conflitti, un fenomeno definito "senza precedenti" dal capo delle Nazioni Unite.
Per il settimo anno consecutivo, il rapporto rivela che le crisi alimentari e nutrizionali rimangono a livelli allarmanti, concentrate in un numero limitato di paesi. Nell'arco di un decennio, i tassi di fame acuta sono raddoppiati, con due dichiarazioni ufficiali di carestia durante l'anno fiscale 2025.
Secondo i dati presentati, dieci paesi da soli rappresentano quasi i due terzi delle persone che soffrono di fame acuta nel mondo: Afghanistan, Bangladesh, Repubblica Democratica del Congo, Myanmar, Nigeria, Pakistan, Sud Sudan, Sudan, Siria e Yemen. Tra questi, Afghanistan, Sud Sudan, Sudan e Yemen presentano le situazioni più critiche, sia in termini di percentuale di persone colpite che di numero di persone interessate.
Complessivamente, circa 266 milioni di persone in 47 paesi hanno affrontato una grave insicurezza alimentare nel 2025, pari a quasi il 23% della popolazione analizzata nel rapporto. La metà di queste crisi è inoltre accompagnata da grave malnutrizione, aggravata dalla carenza di cibo, dalla diffusione di malattie e dal collasso dei servizi essenziali.
Regioni come Myanmar, Sud Sudan e Sudan stanno vivendo livelli estremi di malnutrizione, con un aumentato rischio di mortalità, a dimostrazione della portata delle conseguenze umanitarie dei conflitti prolungati.
Gli autori del rapporto avvertono di un possibile peggioramento della situazione entro il 2026, a causa degli effetti combinati dei conflitti in corso, dei cambiamenti climatici e delle incertezze economiche globali, che continuano a mettere a dura prova i sistemi alimentari e i mercati internazionali.
-
10:25
-
10:10
-
09:47
-
09:47
-
09:32
-
09:15
-
21:00
-
20:32
-
20:15
-
20:00
-
19:40
-
19:19
-
19:00
-
18:35
-
18:15
-
18:00
-
17:30
-
17:15
-
16:50
-
16:33
-
16:16
-
16:00
-
15:42
-
15:25
-
15:10
-
14:47
-
14:32
-
14:15
-
14:00
-
13:40
-
13:20
-
13:05
-
12:45
-
12:30
-
12:12
-
11:47
-
11:32
-
11:15
-
11:00
-
10:42