Mike Waltz mette sotto pressione diplomatica le negoziazioni sul Sahara Occidentale
La disputa sul Sahara Occidentale è entrata in una nuova fase delicata alle Nazioni Unite, con Washington che pone nuovamente al centro del suo messaggio la necessità di un risultato politico concreto.
Il 30 settembre 2026, l'Ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite Mike Waltz ha incontrato i rappresentanti del Fronte Polisario a New York. Dopo l'incontro, Waltz ha evidenziato la situazione prolungata delle persone che vivono nei campi di Tindouf e ha chiesto opzioni politiche tangibili piuttosto che un'altra lunga attesa.
In un messaggio pubblicato su X, il diplomatico americano ha scritto che i rifugiati nei campi di Tindouf aspettano da 50 anni e meritano “scelte reali, non un altro decennio di attesa.” Ha aggiunto che “le basi per una soluzione sono sul tavolo.”
La breve dichiarazione non ha rivelato i dettagli delle discussioni né ha indicato come la delegazione del Polisario abbia risposto. Tuttavia, arriva in un momento significativo per il processo guidato dall'ONU, a sole poche settimane prima che il Consiglio di Sicurezza si occupi del futuro della Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale, nota come MINURSO.
La Risoluzione 2797 ha rimodellato il quadro negoziale
Il contesto diplomatico dell'incontro è stato stabilito dalla Risoluzione 2797 del Consiglio di Sicurezza, adottata il 31 ottobre 2025.
La risoluzione ha esteso il mandato della MINURSO fino al 31 ottobre 2026 e ha chiesto che le negoziazioni prendano come base la Proposta di Autonomia del Marocco. Ha anche esortato le parti a impegnarsi senza precondizioni e ha fatto riferimento all'autonomia genuina come potenzialmente rappresentativa del risultato più fattibile, pur mantenendo l'obiettivo di raggiungere un accordo politico reciprocamente accettabile che preveda l'autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale.
La risoluzione è stata adottata con 11 voti a favore, nessun voto contrario e tre astensioni, mentre l'Algeria non ha partecipato al voto. Gli Stati Uniti erano tra i membri che hanno votato a favore.
Successivamente, gli Stati Uniti hanno descritto la risoluzione come un'opportunità per accelerare il processo politico. Durante la riunione del Consiglio di Sicurezza, Washington ha esortato le parti a impegnarsi seriamente utilizzando la proposta di autonomia del Marocco come base per le negoziazioni.
Washington collega la diplomazia alla dimensione umanitaria
La recente dichiarazione di Waltz pone particolare enfasi sul passare del tempo e sulle circostanze delle popolazioni nei campi di Tindouf.
Piuttosto che delineare una nuova formula negoziale, il messaggio dell'ambasciatore punta all'esistenza di un quadro consolidato e sottolinea la necessità di progressi. La formulazione collega quindi la dimensione umanitaria della disputa con il più ampio sforzo diplomatico per spostare le negoziazioni oltre un prolungato stallo.
L'incontro dimostra anche che Washington continua a mantenere contatti diretti con i vari attori coinvolti nel processo politico. L'ultimo incontro si è svolto a New York mentre l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite stava tenendo la sua 81ª sessione.
La scadenza di ottobre aumenta la pressione sul processo
Il tempismo dell'incontro è particolarmente significativo. La Risoluzione 2797 ha fissato il 31 ottobre 2026 come data di scadenza dell'attuale mandato della MINURSO, rendendo le prossime settimane un periodo importante per le discussioni all'interno del Consiglio di Sicurezza.
Gli Stati Uniti hanno svolto un ruolo centrale nella redazione dei testi del Consiglio di Sicurezza sul dossier del Sahara Occidentale. La risoluzione del 2025 stessa è originata da un progetto statunitense presentato al Consiglio prima della sua adozione.
In questo contesto, l'incontro di Waltz con la delegazione del Polisario può essere visto come parte di consultazioni diplomatiche più ampie piuttosto che come l'annuncio di un nuovo accordo.
Un processo politico ancora dipendente dalle negoziazioni
Il quadro attuale delle Nazioni Unite non costituisce di per sé un accordo finale. La Risoluzione 2797 invita le parti a negoziare verso una soluzione politica e mantiene esplicitamente il requisito che il risultato sia reciprocamente accettabile.
Questa distinzione rimane importante mentre l'attività diplomatica si intensifica in vista della scadenza di ottobre. La questione centrale è ora come le parti risponderanno al quadro negoziale stabilito dal Consiglio di Sicurezza e se un impegno sostenuto possa produrre ulteriori progressi nel processo politico.
Per Washington, l'ultimo messaggio di Waltz rafforza un tema ricorrente: la lunga disputa non può essere separata dalle conseguenze del continuo stallo politico. Con il mandato della MINURSO che si avvicina alla sua data di rinnovo programmata, i prossimi scambi diplomatici sono destinati a determinare come il processo dell'ONU entrerà nella sua prossima fase.
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