Meloni e Frederiksen avvertono contro la migrazione incontrollata in Europa
Il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni e il Primo Ministro danese Mette Frederiksen hanno rinnovato le richieste per politiche migratorie europee più severe, avvertendo contro quella che hanno descritto come migrazione incontrollata e sostenendo la creazione di centri di rimpatrio al di fuori dell'Unione Europea.
In una dichiarazione congiunta, i due leader hanno sostenuto che la migrazione irregolare può esercitare ulteriore pressione sui servizi pubblici e contribuire alle preoccupazioni per la sicurezza e la coesione sociale. Hanno chiesto che i richiedenti asilo respinti senza diritto di rimanere in Europa siano rimpatriati nei loro paesi d'origine.
Meloni e Frederiksen hanno anche sostenuto l'istituzione di centri di rimpatrio in paesi terzi, descrivendoli come parte di uno sforzo più ampio per sviluppare nuove soluzioni per gestire la migrazione al di fuori del territorio dell'UE.
La loro dichiarazione arriva dopo un importante episodio migratorio nella città autonoma spagnola di Ceuta, situata in Nord Africa vicino al Marocco. Le autorità spagnole hanno riferito che decine di migliaia di persone sono entrate nella città durante l'incidente, con la maggior parte che è tornata in Marocco in seguito.
Gli sviluppi hanno intensificato le discussioni in tutta Europa sui controlli alle frontiere, le procedure di asilo e il rimpatrio dei migranti le cui domande sono state respinte. L'Italia ha anche mantenuto controlli aggiuntivi che influenzano i movimenti con la Spagna, citando la necessità di rafforzare la gestione delle frontiere.
Il dibattito evidenzia le crescenti divisioni all'interno dell'Europa sulla politica migratoria, con alcuni governi che spingono per confini esterni più severi e ritorni più rapidi, mentre altri enfatizzano gli obblighi umanitari e la protezione dei richiedenti asilo.
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