La Norvegia sotto scrutinio parlamentare per legami diplomatici con Epstein
Il settore diplomatico norvegese sta affrontando un esame parlamentare insolitamente ampio a seguito delle rivelazioni riguardanti i contatti tra Jeffrey Epstein e diverse figure di spicco collegate ai circoli politici e diplomatici del paese.
Il Parlamento norvegese, lo Storting, ha avviato audizioni pubbliche il 30 settembre mentre la sua Commissione per il Controllo e gli Affari Costituzionali cercava spiegazioni da parte di attuali ed ex ministri responsabili degli affari esteri e della politica di sviluppo. Undici funzionari sono stati chiamati a testimoniare, incluso il Primo Ministro Jonas Gahr Støre, che in precedenza ha ricoperto il ruolo di ministro degli esteri.
Le audizioni intendono esaminare non solo le relazioni individuali, ma anche le procedure, i meccanismi di controllo e la cultura istituzionale che circonda il servizio estero norvegese. L'inchiesta segue il rilascio di documenti relativi a Epstein, il finanziere americano e condannato per reati sessuali morto in prigione nel 2019.
Finanziamenti del Ministero degli Esteri sotto nuovo scrutinio
Uno dei temi centrali riguarda i finanziamenti pubblici forniti per diversi decenni all'International Peace Institute, un think tank con sede a New York con legami di lunga data con la diplomazia norvegese.
Secondo le informazioni esaminate dal Parlamento, il Ministero degli Esteri norvegese ha fornito più di 130 milioni di corone norvegesi tra il 1997 e il 2018. L'istituto è stato guidato dal 2005 al 2020 da Terje Rød-Larsen, un importante diplomatico norvegese e una delle figure principali associate agli Accordi di Oslo del 1993.
La relazione finanziaria è stata oggetto di un nuovo esame a seguito delle rivelazioni riguardanti il rapporto di Rød-Larsen con Epstein. Le autorità norvegesi stanno inoltre indagando su Rød-Larsen e sua moglie, la diplomatica Mona Juul, per presunti atti di corruzione aggravata. Entrambi hanno negato ogni illecito.
Il processo parlamentare sta quindi guardando oltre i contatti personali con Epstein per affrontare questioni relative alla gestione delle risorse pubbliche e ai potenziali conflitti di interesse.
Støre respinge le affermazioni di influenza sistemica
Durante la sua audizione davanti alla commissione, il Primo Ministro Jonas Gahr Støre ha sostenuto di non aver mai avuto una relazione con Epstein e ha argomentato che le rivelazioni non dimostrano che il finanziere abbia influenzato la politica estera norvegese o l'assistenza allo sviluppo.
Støre, che è stato ministro degli esteri tra il 2005 e il 2012, ha riconosciuto che le regole che governano i conflitti di interesse dovrebbero continuare a essere rafforzate. Allo stesso tempo, ha distinto i fallimenti individuali dal funzionamento del servizio estero nel suo complesso, affermando che nessun sistema che coinvolga persone può eliminare completamente il rischio di abuso di fiducia.
La sua testimonianza ha collocato la questione all'interno di un dibattito più ampio su come la Norvegia possa mantenere un servizio diplomatico attivo a livello internazionale, garantendo al contempo che i contatti con potenti individui privati siano soggetti a opportune salvaguardie.
Brende interrogato sui contatti con Epstein
L'ex Ministro degli Esteri Børge Brende era anch'esso programmato per testimoniare davanti alla commissione mercoledì. Brende si è dimesso dalla presidenza e dal ruolo di amministratore delegato del World Economic Forum dopo le rivelazioni riguardanti il suo rapporto con Epstein.
Secondo Reuters, Brende ha dichiarato all'audizione che i suoi contatti con Epstein sono avvenuti dopo che aveva lasciato il ministero degli esteri e consistevano in tre cene oltre a scambi via email e messaggi di testo. Ha anche riconosciuto di aver inizialmente negato di aver incontrato Epstein quando interrogato dal quotidiano norvegese Aftenposten e successivamente si è scusato per non essere stato sincero.
La sua testimonianza aggiunge un'altra dimensione all'esame parlamentare: non solo come i funzionari interagissero con Epstein, ma anche come tali contatti siano stati successivamente divulgati e affrontati.
Altre figure di spicco affrontano indagini separate
Le rivelazioni su Epstein hanno attirato l'attenzione anche sull'ex Primo Ministro e Ministro degli Esteri norvegese Thorbjørn Jagland. È stato collegato a Epstein attraverso i documenti rilasciati ed è riportato sotto indagine in Norvegia per sospetta corruzione aggravata. Jagland ha negato ogni illecito e non è tra i funzionari che compaiono davanti alla commissione parlamentare.
Rød-Larsen e Juul sono anch'essi oggetto di indagini separate da parte della polizia e hanno respinto le accuse di condotta criminale. Le loro storie professionali conferiscono particolare significato al caso per il settore diplomatico norvegese, date le loro responsabilità negli sforzi di pace internazionali e nel processo di pace di Oslo.
Una revisione più ampia della governance diplomatica
Le audizioni parlamentari fanno parte di un esame più ampio. Lo Storting ha anche istituito una commissione indipendente composta da accademici ed esperti legali per esaminare le questioni sollevate dalle rivelazioni legate a Epstein e le loro implicazioni per le autorità norvegesi.
La revisione dovrebbe coprire oltre tre decenni di attività diplomatica e intende contribuire a standard più forti di integrità e trasparenza nell'amministrazione pubblica. I suoi risultati sono attesi all'inizio del 2028.
Per la Norvegia, il processo ora si estende oltre la questione delle associazioni individuali con Epstein. Solleva questioni istituzionali più ampie su come vengono monitorate le reti diplomatiche, come vengono gestiti i fondi pubblici e come vengono identificati i conflitti di interesse prima che possano minare la fiducia nelle istituzioni pubbliche.
Le audizioni pongono quindi il servizio estero del paese sotto un attento scrutinio mentre le autorità norvegesi perseguono indagini separate su diversi individui coinvolti nella questione.
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