La distruzione delle foreste primarie minaccia gli obiettivi climatici globali
La distruzione delle foreste primarie minaccia gli obiettivi climatici globali
Gli scienziati turchi avvertono che la rapida distruzione delle foreste primarie in tutto il mondo sta indebolendo la naturale capacità del pianeta di assorbire carbonio e potrebbe compromettere seriamente gli sforzi internazionali per combattere il cambiamento climatico.
Una recente analisi del World Resources Institute ha rilevato che la perdita di foreste primarie tropicali è diminuita del 36% nel 2025 rispetto all'anno precedente. Nonostante questo calo, quasi 4,3 milioni di ettari di foreste tropicali sono scomparsi nel corso dell'anno, un netto aumento rispetto ai dati registrati dieci anni fa.
Il rapporto ha evidenziato perdite significative in diversi paesi. Il Brasile ha registrato il calo maggiore di superficie forestale, seguito da Bolivia, Repubblica Democratica del Congo e Indonesia. Ulteriori perdite sono state segnalate in Perù, Camerun, Madagascar, Colombia, Laos e Malesia, a testimonianza della crescente pressione globale su alcuni degli ecosistemi più ricchi di biodiversità al mondo.
Doganay Tolunay, responsabile del Dipartimento di Ingegneria Forestale presso la Facoltà di Scienze Forestali dell'Università di Istanbul-Cerrahpasa, ha affermato che le foreste primarie sono ecosistemi rimasti incontaminati dall'attività umana o che si sono rigenerati naturalmente nel corso di lunghi periodi, preservando il loro equilibrio ecologico. Ha sottolineato che queste foreste svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento della biodiversità e nella regolazione del clima attraverso lo stoccaggio del carbonio.
Secondo Tolunay, le foreste primarie coprono circa 1,18 miliardi di ettari a livello globale, rappresentando quasi un terzo della superficie forestale mondiale. L'Europa detiene la quota maggiore di queste foreste, seguita dal Sud America e dal Nord e Centro America. Ha aggiunto che Russia, Brasile e Canada possiedono le maggiori riserve di foreste primarie al mondo.
Lo scienziato ha spiegato che la deforestazione è causata da molteplici fattori, tra cui il disboscamento, l'attività mineraria, l'espansione agricola, la crescita urbana e gli incendi boschivi sempre più distruttivi. Mentre il disboscamento rimane una causa principale in Europa, l'agricoltura è il fattore determinante in Sud America, Africa e Sud-est asiatico. In Nord America, Asia e Oceania, i vasti incendi boschivi stanno causando danni ingenti. Tolunay ha inoltre sottolineato che il cambiamento climatico stesso sta peggiorando la situazione. L'aumento delle temperature, le siccità prolungate e la maggiore frequenza di temporali secchi con fulmini stanno intensificando e ampliando la portata degli incendi boschivi. Ha avvertito che insetti, funghi e specie invasive legate ai cambiamenti climatici potrebbero rappresentare ulteriori minacce per le foreste primarie nei prossimi decenni.
L'esperto ha avvertito che la continua distruzione dei principali ecosistemi forestali, in particolare dell'Amazzonia e delle foreste boreali in regioni come il Canada e la Russia, potrebbe innescare punti di svolta climatici irreversibili. Questi includono l'accelerazione dello scioglimento dei ghiacci, lo sbiancamento dei coralli e le perturbazioni dei sistemi di circolazione oceanica.
Ha sostenuto che la scomparsa di queste foreste ridurrebbe drasticamente la capacità di assorbimento del carbonio del pianeta, rendendo gli sforzi di mitigazione del cambiamento climatico molto meno efficaci, anche con misure come la riduzione dell'uso di combustibili fossili o l'espansione delle tecnologie di cattura del carbonio. Tolunay ha aggiunto che la protezione delle foreste è essenziale non solo per rallentare il cambiamento climatico, ma anche per preservare la biodiversità e ridurre i rischi di malattie emergenti legate alla distruzione degli habitat.
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