Iran: Washington afferma di rafforzare l'isolamento economico di Teheran
Gli Stati Uniti intensificano la loro pressione economica sull'Iran. Il segretario americano al Tesoro, Scott Bessent, afferma che la campagna condotta da Washington per ridurre i legami finanziari e commerciali di Teheran con il resto del mondo inizia a produrre risultati.
In un messaggio pubblicato sabato sui social media, il funzionario americano ha indicato che squadre del Tesoro sono state inviate in diversi paesi per ottenere misure contro gli interessi economici iraniani. Secondo lui, le nuove restrizioni adottate contro banche e compagnie aeree costituiscono segni dell'efficacia di questa strategia.
Le banche iraniane sotto pressione
Il settore bancario è tra i principali obiettivi di questa offensiva. Negli Emirati Arabi Uniti, le autorità hanno preso misure contro attività legate alla banca pubblica iraniana Melli, nel quadro di preoccupazioni relative al rispetto delle norme di lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.
Questa evoluzione avviene dopo diverse iniziative americane volte a limitare i canali finanziari che consentono all'Iran di accedere ai mercati internazionali. Il Tesoro americano ha infatti moltiplicato le sanzioni contro istituzioni e reti sospettate di contribuire all'elusione delle restrizioni imposte a Teheran.
Il trasporto aereo anch'esso nel mirino
La pressione si estende anche al settore aereo. Washington cerca di ridurre la capacità delle compagnie iraniane di mantenere collegamenti internazionali e di accedere ai servizi necessari per il loro funzionamento.
Secondo le dichiarazioni di Scott Bessent riportate domenica, Turchia e Oman hanno sospeso i voli di Mahan Air, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno fermato i voli delle compagnie aeree iraniane. Nonostante queste restrizioni, alcuni vettori iraniani continuano a servire diverse destinazioni internazionali, in particolare in Cina.
Il Tesoro americano aveva già ampliato a settembre le sue sanzioni contro il settore aereo iraniano, nell'ambito della sua campagna di pressione economica.
Una strategia che coinvolge più paesi
Washington cerca ora di trasformare le sue sanzioni nazionali in una pressione più ampia sui partner commerciali dell'Iran. L'amministrazione americana afferma di aver avviato discussioni con numerosi governi per limitare le possibilità offerte a Teheran di mantenere i suoi scambi finanziari e commerciali.
Questa strategia si inserisce nell'operazione denominata «Operation Economic Outcast», lanciata dal Tesoro americano per attaccare le reti economiche che consentono al regime iraniano di mantenere un accesso ai circuiti internazionali. Il dipartimento del Tesoro ha annunciato da agosto diverse serie di misure contro banche, aziende e reti finanziarie associate all'Iran.
Limiti ancora visibili
Nonostante le misure annunciate, l'isolamento economico ricercato da Washington rimane di fronte a dei limiti. Alcune compagnie iraniane continuano infatti a operare a livello internazionale, mentre la Cina mantiene relazioni economiche con Teheran.
La campagna americana avviene inoltre in un contesto di forti tensioni tra Washington e Teheran. Il presidente americano Donald Trump ha recentemente chiesto un'isolamento economico completo dell'Iran, mentre i due paesi rimangono impegnati in scambi indiretti sulle condizioni di un eventuale ripristino dei colloqui.
Le autorità iraniane hanno, da parte loro, evocato la possibilità di riaprire lo stretto di Hormuz a determinate condizioni, in particolare in caso di riduzione della pressione militare americana e di revoca del blocco sui porti iraniani.
La campagna del Tesoro americano segna così una nuova fase nella strategia di pressione esercitata contro Teheran. La sua efficacia a lungo termine dipenderà infatti dalla capacità di Washington di convincere un numero maggiore di partner stranieri a ridurre le loro relazioni economiche con l'Iran.
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