Infantino chiede agli Stati Uniti di investire di più nel calcio
Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha lanciato un forte appello per maggiori investimenti nel calcio, in particolare negli Stati Uniti, sostenendo che l'economia calcistica globale rimane in gran parte dominata dall'Europa.
Intervenendo alla 29ª conferenza annuale del Milken Institute a Los Angeles, Infantino ha affermato che quasi il 70% del prodotto interno lordo (PIL) globale del calcio è attualmente generato in Europa, rispetto a solo il 3% per gli Stati Uniti.
Secondo il presidente della FIFA, l'economia calcistica globale rappresenta circa 300 miliardi di dollari all'anno. Egli ritiene, tuttavia, che il mercato americano abbia un potenziale considerevole e potrebbe generare fino a 100 miliardi di dollari all'anno se gli investitori decidessero di investire di più nei campionati nazionali e nelle infrastrutture del paese.
Infantino ha anche espresso sorpresa per il fatto che gran parte del capitale americano preferisca investire nei club europei piuttosto che nello sviluppo del calcio negli Stati Uniti. Ha dichiarato di non capire perché gli investitori americani sembrino avere più fiducia nei mercati esteri che nel proprio paese.
Il presidente della FIFA ha auspicato un rafforzamento del campionato nordamericano affinché possa competere con i principali campionati europei. Ha sottolineato che l'arrivo di stelle internazionali come Lionel Messi rappresenta un passo significativo per la visibilità del calcio negli Stati Uniti, evidenziando al contempo la necessità di sviluppare i talenti locali e attrarre un maggior numero di giocatori di alto livello.
Riguardo alla Coppa del Mondo FIFA 2026, che per la prima volta vedrà la partecipazione di 48 nazionali, Gianni Infantino ha affermato che l'evento dovrebbe generare quasi 800.000 posti di lavoro e produrre un impatto economico globale stimato di 80 miliardi di dollari.
Il presidente della FIFA ha concluso ribadendo che l'organizzazione opera come ente non profit, reinvestendo tutte le sue entrate nello sviluppo del calcio a livello mondiale. Secondo lui, molti paesi non avrebbero strutture calcistiche organizzate senza i benefici economici generati da grandi competizioni come la Coppa del Mondo.
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