Il Presidente cubano mette in guardia Washington sulle conseguenze di qualsiasi aggressione
Il Presidente cubano Miguel Díaz-Canel Bermúdez ha avvertito gli Stati Uniti delle gravi conseguenze che qualsiasi aggressione militare contro il suo Paese comporterebbe, affermando che Cuba è pienamente impegnata a difendere la propria integrità territoriale e sovranità nazionale.
Queste dichiarazioni sono state rilasciate durante la sua visita alle esercitazioni militari organizzate per la Giornata della Difesa Nazionale. Rivolgendosi ai partecipanti a un servizio trasmesso dal canale televisivo cubano Caribe, il Capo dello Stato ha sottolineato che il modo migliore per prevenire un attacco esterno è costringere "l'imperialismo a misurare il vero costo di qualsiasi aggressione". Secondo lui, questo calcolo dipende direttamente dal livello di preparazione militare e pubblica del Paese.
Durante questa visita, Miguel Díaz-Canel ha ispezionato un'unità di carri armati e ha osservato manovre tattiche che simulavano il combattimento contro un nemico ipotetico. Le esercitazioni includevano l'uso di vari tipi di armi e il coordinamento tra diverse unità, dimostrando la capacità operativa delle forze armate cubane.
Il presidente cubano ha inoltre osservato l'addestramento di ufficiali e studenti della polizia regionale, che hanno partecipato a esercitazioni di tiro, all'uso di armi automatiche e all'impiego di equipaggiamento di ingegneria. Ha sottolineato il ruolo centrale dei giovani nella dottrina della "guerra di tutto il popolo", pilastro della strategia di difesa dell'isola.
Queste dichiarazioni giungono in un contesto di rinnovate tensioni tra L'Avana e Washington. A seguito di una recente operazione militare in Venezuela, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato Cuba di ulteriori sanzioni, compresi tentativi di impedirle di ottenere petrolio venezuelano. Ha inoltre esortato le autorità cubane a raggiungere un accordo con gli Stati Uniti "prima che sia troppo tardi".
Inoltre, il Wall Street Journal, citando fonti vicine alla questione, ha riferito che l'amministrazione Trump sta lavorando per reclutare persone vicine alla leadership cubana con l'obiettivo di provocare un cambio di regime a Cuba entro la fine del 2026. Queste informazioni rafforzano, agli occhi delle autorità cubane, la necessità di mantenere un elevato livello di vigilanza e preparazione di fronte alle minacce esterne.
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