Il Marocco guida gli investimenti nei data center in Africa
Il Marocco si sta gradualmente affermando come una delle destinazioni più attraenti per gli investimenti nei data center in Africa, confermando la sua ambizione di diventare un hub digitale regionale. Diversi progetti su larga scala annunciati da attori internazionali potrebbero portare la capacità installata totale del Regno a quasi 2 gigawatt, un livello senza precedenti nel continente.
Secondo report specializzati, questo volume supera di gran lunga l'attuale capacità combinata dei cinque principali mercati africani dei data center, stimata in circa 500 megawatt, secondo i dati di McKinsey. Questo slancio è ancora più notevole se si considera che la domanda locale di servizi di cloud computing e intelligenza artificiale rimane limitata e che il Paese deve affrontare vincoli strutturali legati all'energia e all'acqua.
Tra i progetti di punta figurano l'investimento da 500 milioni di dollari annunciato nel 2024 dalla società americana Iozera per un data center da 386 megawatt a Tetouan; il progetto da 500 megawatt presentato nel 2025 dal gruppo sudcoreano Naver in partnership con Nvidia, basato sulle energie rinnovabili marocchine; e l'interesse di Cassava Technologies, di proprietà dell'imprenditore Strive Masiyiwa, che prevede di integrare il Marocco nel suo programma africano di "fabbriche di intelligenza artificiale".
Gli esperti del settore ritengono che la rapidità di implementazione sarà cruciale. Secondo Amine Benchakroun di Schneider Electric, l'azienda che riuscirà a realizzare per prima il suo progetto avrà un importante vantaggio competitivo sul mercato. La posizione geografica del Marocco, a circa quindici chilometri dall'Europa e collegata a diversi cavi sottomarini in fibra ottica, rappresenta un asset strategico per l'elaborazione dei dati europei a costi inferiori.
Queste infrastrutture sono quindi percepite principalmente come piattaforme orientate all'esportazione, in linea con la strategia nazionale per il rafforzamento delle catene del valore dell'offshoring e dei servizi digitali. Le autorità prevedono ricavi fino a 40 miliardi di dirham entro il 2030 derivanti da servizi digitali, formazione ed elaborazione intelligente dei dati, destinati principalmente ai mercati europei e mediorientali.
Tuttavia, questa ambizione si scontra con sfide importanti. La questione energetica rimane centrale, poiché le strutture dedicate all'intelligenza artificiale consumano fino a cinque volte più elettricità rispetto ai data center tradizionali. Inoltre, le previsioni dell'African Data Center Association indicano che la stabilità della rete elettrica e la maturità delle energie rinnovabili potrebbero non essere pienamente garantite prima del 2035. A ciò si aggiunge il vincolo idrico, legato alla necessità di acqua di raffreddamento in un contesto di siccità ricorrente.
La scommessa del Marocco sui data center appare quindi una scelta strategica con un forte potenziale, basata sulle esportazioni e sulla velocità di esecuzione, ma il cui successo dipenderà strettamente dalla capacità del Paese di affrontare in modo sostenibile le sfide energetiche e idriche.
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