Il Marocco e Nasser Bourita partecipano al primo vertice del Consiglio per la Pace a Washington
Il Marocco, rappresentato dal Ministro degli Affari Esteri, della Cooperazione Africana e dei Marocchini all'Estero, Nasser Bourita, partecipa al primo incontro ufficiale del Consiglio per la Pace, lanciato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L'incontro, tenutosi giovedì 19 febbraio a Washington, riunisce 32 Paesi e segna l'inizio dei lavori di questo nuovo organismo internazionale destinato a coordinare gli sforzi di ricostruzione e contribuire alla risoluzione dei conflitti armati.
Annunciato al Forum Economico Mondiale di Davos nel gennaio 2026, il Consiglio per la Pace si è inizialmente concentrato sulla ricostruzione della Striscia di Gaza, prima di ampliare i suoi obiettivi includendo iniziative di mantenimento della pace più ampie. Trump ha annunciato che erano già stati stanziati 5 miliardi di dollari come prima tranche di un fondo totale di 70 miliardi di dollari per progetti di ricostruzione e risoluzione dei conflitti.
La partecipazione del Marocco è strategica, in quanto è una delle due sole nazioni africane presenti alla riunione inaugurale, insieme all'Egitto. Il Regno è stato il primo Paese africano a esprimere ufficialmente il proprio interesse ad aderire al Consiglio dopo il suo annuncio.
Il Consiglio di Pace include anche paesi provenienti da Asia, Europa e America Latina, come Indonesia, Turchia, Bielorussia, Arabia Saudita e Kazakistan, mentre la rappresentanza europea è limitata a Ungheria e Bulgaria. Le istituzioni dell'Unione Europea hanno rifiutato la partecipazione ufficiale, citando il rischio di marginalizzare il ruolo delle Nazioni Unite nella gestione delle questioni di sicurezza e pace.
Questa iniziativa ha suscitato aspre critiche in Europa, con alcuni parlamentari che sostengono che l'invio di "osservatori" europei, come Dobrivka Suica, potrebbe legittimare un'organizzazione le cui operazioni e i cui criteri di adesione rimangono poco chiari. Inoltre, diversi membri del Consiglio appartengono a regimi considerati autoritari, sollevando interrogativi sull'equilibrio politico all'interno di questa nuova struttura.
Per gli analisti, l'impegno del Marocco illustra una diplomazia pragmatica, incentrata su una presenza attiva nelle piattaforme multilaterali relative alla risoluzione dei conflitti e alla ricostruzione, in linea con il ruolo del Marocco sulla scena africana e mediterranea, nonché con le sue relazioni strategiche con gli Stati Uniti.
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