Il Marocco dovrebbe crescere del 5% nel primo trimestre del 2026
Secondo l'ultimo rapporto sulle prospettive economiche del Comitato Superiore per la Pianificazione (Alto Commissariato per la Pianificazione), basato sui principali indicatori economici, la crescita economica nazionale dovrebbe raggiungere il 5% nel primo trimestre del 2026, su base annua, rispetto al 4,1% del primo trimestre del 2025.
L'Alto Commissariato per la Pianificazione ha spiegato che le dinamiche economiche nazionali nel primo trimestre del 2026 saranno probabilmente caratterizzate da un riequilibrio dei fattori di crescita a favore dell'offerta, dovuto a condizioni climatiche eccezionali. Ha evidenziato che l'attività agricola dovrebbe registrare una forte crescita del 14,8%, mentre le attività non agricole dovrebbero aumentare del 3,8%.
Il contributo del settore agricolo alla crescita del PIL, pari a 1,5 punti percentuali, è attribuito all'aumento delle precipitazioni, caratterizzate da una distribuzione spaziale e temporale favorevole, che hanno raggiunto l'86,6% rispetto alla media dell'anno precedente.
Si prevede che i settori secondari risentiranno del continuo rallentamento delle industrie estrattive e delle costruzioni, nonostante i miglioramenti nel settore manifatturiero, sostenuti dall'aumento della produzione nei settori della trasformazione alimentare e dei mezzi di trasporto. I servizi, invece, dovrebbero mantenere un tasso di crescita di circa il 4,3%.
L'Alto Commissariato per la Pianificazione ha sottolineato che l'accelerazione della crescita economica si verificherà probabilmente in un contesto di domanda europea leggermente migliorata, trainata da un aumento degli investimenti e da una politica monetaria accomodante.
Questo sviluppo riguarderà principalmente i servizi e i beni di consumo, il che stimolerà la crescita delle esportazioni nazionali di beni e servizi del 7,4%. Parallelamente, si prevede che le importazioni continuino a crescere a un ritmo meno dinamico (+6,9%) rispetto alla fine del 2025, mitigando così l'impatto negativo del commercio estero sulla crescita, che dovrebbe stabilizzarsi a -0,3 punti percentuali.
La domanda interna rimarrà in crescita nello stesso periodo, seppur a un ritmo più moderato (+4,8% rispetto al +6,2% dell'ultimo trimestre del 2025). Gli investimenti proseguiranno il loro trend positivo dopo cinque trimestri di forte crescita, mentre i consumi delle famiglie aumenteranno del 4,6%, sostenuti dal miglioramento dei redditi, soprattutto nelle aree rurali, grazie al progressivo allentamento delle pressioni inflazionistiche.
Per quanto riguarda il tasso di variazione complessivo dei prezzi, si prevede una stabilizzazione a -0,1% nel primo trimestre dell'anno, trainata dal calo dei prezzi dei prodotti alimentari (-1,1%). Tale diminuzione riflette l'effetto base derivante dagli elevati prezzi di alcuni prodotti registrati nello stesso periodo del 2025. Inoltre, il significativo calo dei prezzi dell'olio d'oliva (-1,2 punti percentuali di contributo) all'inizio dell'anno ha contribuito a compensare l'impatto dei continui aumenti dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli freschi.
Per quanto riguarda i prodotti non alimentari, i loro prezzi saranno probabilmente influenzati dall'aumento dei prezzi dei servizi (incremento dell'1%) e dall'aumento dei prezzi dei gioielli (0,2 punti percentuali di contributo).
Il tasso di inflazione di fondo, che esclude i prezzi regolamentati e volatili, dovrebbe scendere a -1% grazie al continuo calo dei prezzi dei prodotti alimentari.
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