Il Marocco al centro dei test tecnologici per le esercitazioni African Lion 26 con la partecipazione di oltre 40 aziende statunitensi
Dal 20 aprile all'8 maggio, oltre quaranta aziende tecnologiche statunitensi partecipano a una campagna di test sul campo su larga scala in Marocco, a fianco delle forze armate statunitensi, nell'ambito dell'African Lion 26, la più grande esercitazione annuale dell'US Africa Command (AFRICOM).
Questa operazione è condotta sotto la supervisione della Southern European Task Force-Africa (SETAF-AF) dell'esercito statunitense e guidata dall'Advanced Capabilities Directorate (ACD), responsabile del coordinamento tra esercito, industria e mondo accademico.
Secondo fonti statunitensi, questi test mirano a tradurre la visione di trasformazione militare formulata dagli alti funzionari in "capacità tangibili e pronte per il campo di battaglia". L'obiettivo è colmare il divario tra le tecnologie emergenti e il soldato sul campo, sfruttando l'African Lion 26 come piattaforma per il rapido dispiegamento e test di strumenti, fornendo così un vantaggio operativo decisivo.
Washington afferma che la portata e la complessità dell'esercitazione offrono un ambiente ideale per testare le prestazioni di nuove tecnologie insieme a partner multinazionali, con particolare attenzione alla fornitura di soluzioni pratiche per il combattente piuttosto che alla semplice dimostrazione delle tradizionali capacità industriali.
Sono stati selezionati oltre 40 fornitori statunitensi per soddisfare requisiti specifici, tra cui dieci sistemi di comando operativo, quattro sistemi di attacco a lungo raggio, dodici sistemi di difesa di profondità e quindici sistemi di integrazione delle capacità di contrattacco.
Le autorità militari statunitensi sottolineano i vantaggi operativi offerti dal Marocco, come i suoi ampi poligoni di tiro, lo spazio aereo aperto e la disponibilità di spettro elettromagnetico, tutti fattori che consentono di effettuare test in condizioni quasi operative.
Una componente chiave di queste esercitazioni è la modernizzazione dei metodi operativi del quartier generale della Combined Joint Task Force (CJTF), passando dalla segnalazione manuale all'analisi automatizzata in tempo reale. Ciò accelererà il flusso di informazioni e ridurrà i tempi decisionali, in particolare nelle operazioni di attacco a lungo raggio.
Vengono impiegati strumenti di intelligenza artificiale, ricognizione, sorveglianza e raccolta di informazioni, insieme a sistemi avanzati tra cui il Progetto Maven, utilizzato per sviluppare un quadro operativo unificato che collega vari sensori tattici e operativi.
Questo sistema mira a ridurre la "catena di ingaggio" – il tempo tra il rilevamento del bersaglio e l'ingaggio – conferendo al comando e al controllo una maggiore capacità di rilevare, tracciare e colpire in modo rapido, preciso e a distanze maggiori.
Diverse unità statunitensi stanno partecipando ai test, tra cui il 19° Gruppo delle Forze Speciali, il 173° Team di Combattimento della Brigata Aviotrasportata, la 207° Brigata di Intelligence Militare e l'U.S. Army Test and Evaluation Command.
L'equipaggiamento viene trasportato dai laboratori industriali a un ambiente operativo caratterizzato dal calore e dalla polvere del campo marocchino, consentendone l'immediata verifica dell'efficacia. In caso di malfunzionamenti, le aziende interessate vengono informate direttamente per implementare le modifiche necessarie.
I combattenti compilano anche questionari digitali per valutare le prestazioni dei sistemi. I dati in tempo reale generano dashboard che vengono inviate alle aziende e alle forze armate competenti per orientare le future decisioni di sviluppo e acquisizione.
L'esercito statunitense afferma che questo approccio consente di "testare, imparare dagli errori, correggere e convalidare" in un ambiente operativo reale, migliorando così la prontezza della tecnologia per l'uso all'interno di alleanze multinazionali.
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