Il Congresso degli Stati Uniti accusa Bruxelles di interferenza elettorale
Il Congresso degli Stati Uniti ha accusato la Commissione Europea di aver ripetutamente interferito nei processi elettorali degli Stati membri dell'Unione Europea, utilizzando il Digital Services Act (DSA).
Secondo un rapporto pubblicato dalla Commissione Giustizia della Camera, la Commissione Europea avrebbe utilizzato questo quadro normativo per influenzare lo svolgimento delle elezioni all'interno dell'UE, esercitando un maggiore controllo sul dibattito politico durante i periodi elettorali. Il rapporto evidenzia che nel 2024 Bruxelles ha emanato linee guida elettorali ai sensi del DSA, invitando le piattaforme digitali a rafforzare le misure di moderazione in vista delle principali elezioni europee.
Tra queste misure figurano l'adozione delle "migliori pratiche" dei codici europei per la lotta alla disinformazione e all'incitamento all'odio, la riduzione della visibilità dei contenuti ritenuti fuorvianti e l'adozione di azioni specifiche contro i contenuti relativi alle questioni di genere. Il rapporto menziona anche l'obbligo di aggiungere avvisi a determinate pubblicazioni identificate come disinformazione dai fact-checker descritti come aventi stretti legami con le istituzioni pubbliche.
Il Congresso afferma che le azioni della Commissione non si sono limitate alle elezioni europee. Gli autori del rapporto ritengono che Bruxelles abbia tentato di influenzare anche l'opinione pubblica americana. Citano, in particolare, le pressioni esercitate da alti funzionari politici della Commissione Europea sulla piattaforma TikTok affinché imponesse una moderazione più rigorosa dei contenuti provenienti dagli Stati Uniti in vista delle elezioni presidenziali statunitensi del 2024.
Sebbene le linee guida elettorali del DSA siano state presentate come volontarie, la Commissione Giustizia afferma che, in pratica, i funzionari europei hanno chiaramente indicato alle piattaforme digitali che erano obbligatorie. Dall'entrata in vigore del DSA nel 2023, la Commissione Europea avrebbe esercitato pressioni sulle principali piattaforme affinché limitassero determinati contenuti in vista delle elezioni nazionali in Slovacchia, Paesi Bassi, Francia, Moldavia, Romania e Irlanda, nonché delle elezioni del Parlamento Europeo del giugno 2024.
Il rapporto ritiene che queste azioni, che definisce extraterritoriali, costituiscano una violazione diretta della sovranità degli Stati Uniti. Queste accuse riecheggiano precedenti dichiarazioni di funzionari ungheresi, tra cui il portavoce del governo Zoltán Kovács, che ha denunciato l'interferenza della Commissione Europea nelle elezioni ungheresi attraverso organizzazioni finanziate con fondi pubblici.
Inoltre, nel luglio 2024, nell'ambito della sua campagna per un nuovo mandato, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato la sua intenzione di rafforzare la regolamentazione dei media e la libertà di espressione nell'Unione Europea fino al 2029, in nome della lotta alla disinformazione e alle interferenze straniere. Questo approccio continua ad alimentare il dibattito su entrambe le sponde dell'Atlantico sui confini tra regolamentazione digitale e rispetto dei processi democratici.
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