Idrogeno verde: il Marocco pronto a diventare un attore globale
Il Marocco si sta posizionando come un attore promettente nel panorama mondiale dell'idrogeno verde. Alla vigilia di una profonda trasformazione energetica, il Regno mira non solo a soddisfare il proprio fabbisogno interno, ma anche a diventare un esportatore leader in questo settore. Secondo gli esperti, il successo di questa ambizione dipende da diverse fasi: il lancio di progetti pilota, il rafforzamento delle infrastrutture portuali e il graduale aumento della capacità produttiva nazionale.
Le proiezioni economiche sono ottimistiche. Secondo la Banca Mondiale, le esportazioni marocchine di idrogeno verde potrebbero raggiungere tra 0,3 e 0,65 milioni di tonnellate entro il 2030, per poi aumentare tra 3,4 e 9,5 milioni di tonnellate entro il 2050. A livello nazionale, l'idrogeno verde sarà utilizzato per alimentare l'industria dei trasporti e quella chimica, contribuendo così alla transizione energetica del Paese.
I porti svolgono un ruolo strategico in questa dinamica. Tanger Med, Jorf Lasfar, Mohammedia e un futuro porto vicino a Tan-Tan sono stati identificati come hub chiave per la produzione, lo stoccaggio e l'esportazione. Tanger Med, situata sullo Stretto di Gibilterra, beneficia di una posizione strategica per soddisfare la domanda marittima internazionale. Jorf Lasfar, già attivo nell'industria siderurgica e nella produzione di fertilizzanti con il Gruppo OCP, potrebbe integrare l'ammoniaca verde nei suoi processi industriali per ridurre l'impronta di carbonio.
I vantaggi naturali del Marocco rafforzano questo potenziale. La sua posizione geografica, al crocevia tra Europa e Africa, così come le sue abbondanti risorse di energia solare ed eolica, offrono un vantaggio competitivo unico. Mohammedia dispone di grotte di sale ideali per lo stoccaggio su larga scala, mentre Tan-Tan potrebbe diventare un sito di produzione a basso costo grazie alle sue eccezionali condizioni climatiche.
Lo sviluppo dell'idrogeno verde rappresenta anche un motore economico. Potrebbe creare posti di lavoro, aumentare le entrate pubbliche e migliorare l'accesso all'elettricità e all'acqua potabile utilizzando l'energia in eccesso prodotta localmente. Secondo alcune stime, le navi che attraccano nei porti marocchini potrebbero richiedere fino a 2,83 milioni di tonnellate di idrogeno equivalente entro il 2050, convertite in metanolo o ammoniaca verde per il rifornimento.
Infine, i costi di produzione competitivi del Marocco potrebbero consentirgli di soddisfare la crescente domanda europea, in particolare nell'ambito del programma REPowerEU. L'industria nazionale, in particolare il Gruppo OCP, prevede di produrre fino a tre milioni di tonnellate di ammoniaca verde entro il 2032, contribuendo alla produzione di fertilizzanti decarbonizzati. L'idrogeno verde si presenta quindi come un motore di crescita economica, transizione energetica e competitività industriale per il Regno, consolidandone la posizione di polo energetico pulito regionale e globale.
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