Gravi divisioni minacciano l'approvazione del bilancio dell'UE 2028–2034
Le negoziazioni sul prossimo bilancio a lungo termine dell'Unione Europea stanno affrontando ostacoli significativi, con disaccordi sui livelli di spesa, le fonti di finanziamento e le priorità finanziarie che sollevano dubbi sulla possibilità che il piano proposto possa ottenere approvazione. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola hanno entrambi avvertito che le divisioni sono gravi, mentre diversi leader europei hanno sminuito la prospettiva di un'immediata soluzione.
Parlando prima di un vertice del Consiglio europeo a Bruxelles, Merz ha descritto le negoziazioni come estremamente difficili e ha affermato di non aspettarsi progressi significativi nei prossimi giorni. Ha sostenuto che il bilancio proposto dalla Commissione europea era troppo ambizioso, con la sua dimensione complessiva che sarebbe circa il 50% superiore all'attuale quadro finanziario.
Merz ha mantenuto che non ci si può ragionevolmente aspettare che gli Stati membri si facciano carico di contributi su scala implicata dalla proposta. Ha quindi chiesto riduzioni sostanziali nella spesa complessiva, riflettendo le preoccupazioni di alcuni governi riguardo ai bilanci nazionali e al peso finanziario del finanziamento delle priorità comuni europee.
Il cancelliere tedesco ha accolto con favore una proposta di compromesso presentata dall'Irlanda, che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione europea. Il piano prevede, secondo quanto riferito, un taglio della spesa di €160 miliardi a prezzi correnti. Tuttavia, Merz ha affermato che le riduzioni proposte non erano sufficienti e ha chiesto ulteriori risparmi.
Metsola ha anche evidenziato l'entità dei disaccordi, descrivendo le divisioni tra gli Stati membri riguardo al prossimo quadro finanziario pluriennale come senza precedenti. Ha avvertito che i tagli di spesa proposti potrebbero complicare l'approvazione dell'accordo finale da parte del Parlamento europeo, in particolare se influenzano il finanziamento per l'innovazione, la difesa e la competitività.
Un altro importante punto di contesa è il futuro sistema di entrate dell'UE. Le discussioni sulla creazione di ulteriori fonti di reddito per il blocco hanno fatto progressi limitati, sollevando interrogativi su come l'Unione finanzierà le sue crescenti responsabilità senza esercitare una pressione eccessiva sui contributi nazionali. Metsola ha sostenuto che l'UE non può continuare a assumere nuovi compiti mentre le risorse disponibili sono ridotte.
Ha espresso la speranza che gli Stati membri possano raggiungere un accordo prima della fine del 2026, pur sottolineando che il quadro finanziario risultante richiederà ancora l'approvazione parlamentare. Anche il primo ministro del Lussemburgo, Luc Frieden, ha sminuito le aspettative di una svolta sostanziale al vertice attuale dei leader.
La Commissione europea ha proposto un bilancio a lungo termine del valore di circa €2 trilioni per il periodo 2028–2034. Il piano è destinato a affrontare una serie di priorità, tra cui il rafforzamento delle capacità di difesa europee, il miglioramento della competitività economica, il sostegno all'innovazione e il mantenimento dell'assistenza all'Ucraina. Tuttavia, l'entità della spesa proposta, la distribuzione dei fondi tra le aree politiche e l'introduzione di nuove fonti di reddito sono diventati punti centrali di disaccordo.
Le negoziazioni sono particolarmente sensibili perché il bilancio a lungo termine dell'UE determina le priorità di spesa per sette anni e influisce su programmi che vanno dallo sviluppo regionale e l'agricoltura alla ricerca, alla sicurezza e all'assistenza esterna. Ridurre l'ammontare complessivo potrebbe richiedere scelte difficili su quali programmi ricevere finanziamenti e quali priorità essere ridotte.
L'adozione del quadro finanziario pluriennale richiede un accordo unanime tra gli Stati membri dell'UE, seguito dal consenso del Parlamento europeo. Questo processo di approvazione duale conferisce ai governi e ai legislatori un'influenza significativa sull'esito finale e rende essenziale il compromesso. Con le posizioni ancora lontane, ci si aspetta che le negoziazioni rimangano una grande prova della capacità del blocco di riconciliare le preoccupazioni di bilancio nazionali con le sue ambizioni strategiche condivise.
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